Il Comune di Lucca ha emesso quest'oggi (20 febbraio) un'ordinanza contingibile e urgente con cui viene disposto, in via cautelativa, il divieto immediato di utilizzo per uso potabile – sia a fini alimentari sia per l'igiene personale – delle acque emunte da alcuni pozzi privati in zona Antraccoli, nei quali è stata riscontrata la presenza di tetraidrotiofene (TF).
Il provvedimento si è reso necessario a seguito della nota dell'Azienda USL Toscana Nord Ovest che, sulla base dei primi esiti analitici trasmessi da ARPAT, ha evidenziato la presenza di tetraidrotiofene – sostanza comunemente utilizzata come odorizzante del gas metano, con un profilo tossicologico di irritante cutaneo e respiratorio. Pur non essendo attualmente previsti limiti normativi specifici per la presenza di tale sostanza nelle acque ad uso umano, la stessa USL ha ritenuto l'acqua contaminata da considerare non potabile, richiedendo con urgenza un'ordinanza cautelativa a tutela della salute pubblica.
L'atto firmato oggi rappresenta l'esito di un percorso avviato fin dalla prima segnalazione, pervenuta il 25 novembre scorso, relativa alla presenza di cattivo odore persistente nell'acqua in alcune abitazioni di via Fonda. Nella stessa giornata i tecnici comunali hanno effettuato un sopralluogo riscontrando la problematica e, nei giorni immediatamente successivi, sono stati formalmente attivati ARPAT e Azienda USL per gli accertamenti di rispettiva competenza, con successivi solleciti e costante monitoraggio della situazione.
I Vigili del Fuoco hanno escluso la presenza di gas metano nell'aria mediante strumentazione dedicata, pur rilevando un forte odore riconducibile a sostanze odorizzanti provenienti dall'acqua sanitaria. Nel corso dei mesi precedenti GESAM ha escluso criticità sulla rete del gas di propria competenza, mentre GEAL non ha riscontrato anomalie riconducibili alla rete fognaria nera. Sono stati inoltre effettuati sopralluoghi congiunti con la Polizia Locale e raccolte informazioni dettagliate dai residenti, al fine di consentire ad ARPAT di pianificare e completare le campagne di campionamento.
ARPAT ha quindi eseguito diversi prelievi sulle acque di sottosuolo. I primi esiti analitici, trasmessi il 19 febbraio, hanno evidenziato la presenza di tetraidrotiofene in campioni prelevati presso quattro abitazioni della zona, mentre sono ancora in corso ulteriori analisi su altri punti di campionamento.
L'ordinanza dispone quindi il divieto immediato di utilizzo per uso potabile delle acque dei pozzi privati individuati nella nota ARPAT, fino a nuovo avviso. Il provvedimento è stato notificato ai proprietari e trasmesso agli enti competenti.
Tutto l'iter è stato seguito fin dall'inizio dall'Ufficio Ambiente del Comune di Lucca e dall'assessore all'ambiente Cristina Consani, con un costante monitoraggio dell'evoluzione degli accertamenti tecnici e i rapporti con gli enti coinvolti, fino all'adozione del provvedimento cautelativo.
L'amministrazione comunale continuerà a collaborare con ARPAT, Azienda USL e Polizia Locale, che stanno proseguendo le attività di indagine e approfondimento al fine di accertare con precisione le cause del fenomeno e valutare ogni ulteriore misura necessaria a tutela dei cittadini.



