Come sarebbe bello se tutta la città di Lucca, senza distinzioni politiche o ideologiche, si stringesse attorno a quella che, a tutti gli effetti, è una eccellenza lucchese. Invece e salvo qualche sporadica presa di posizione, nessuno se la sente di metterci la faccia e correre, si fa per dire, in soccorso - anche se non ne ha bisogno visto il carattere che ha - di una donna straordinariamente brava, bella e intelligente cose che, indubbiamente, se sono a sinistra tutti ad applaudire, se, invece, a destra, tutti ad inveire. Beatrice Venezi ha vissuto un 2025 tutt'altro che tranquillo e sereno. Dopo la nomina al teatro di Venezia sembrava che, finalmente, le porte della... gloria le fossero state aperte e lei stessa era molto fiduciosa. Probabilmente non poteva immaginare quello che qualcuno le stava preparando ossia una campagna di odio e di umiliazione che ha visto suoi colleghi e non solo arrivare ad indossare persino una spilletta in segno di protesta contro la sua scelta. Che la Sinistra faccia schifo lo abbiamo sempre saputo, che faccia anche vomitare il porco, però, lo scopriamo giorno dopo giorno. Ma come si fa ad attaccare così duramente, umiliandone la persona e la figura professionale, un direttore d'orchestra, per di più donna, accusandola, in sostanza, di essere sponsorizzata, addirittura, dal Governo Meloni e dalla destra? Il fatto che il padre di Beatrice Venezi sia stato candidato a sindaco per Forza Nuova non è e non deve essere una aggravante per la figlia, casomai una attenuante perché le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli. Il fatto, poi, che Venezia sia di destra, anche qui è u n merito e il coraggio di una scelta visto che la Cultura è stata saccheggiata a piene mani ovunque dal Pci e dagli pseudointellettuali cannibaloidi verniciati di rosso. Che, poi, sia anche bella, è innegabile e, per di più, eterosessuale quindi emblema di quella femminilità che la Sinistra vorrebbe stroncare per un mondo targato Lgbtq. Last but not least, ha sempre detto che a lei piace il termine direttore d'orchestra e non direttora o direttrice. Alla faccia delle sinistroidi radical chic piene di soldi presi a sbafo facendo politica. Ricordiamo a queste ranocchie che tanti anni fa, metà anni Ottanta, ci capitò di incontrare una donna meravigliosa e antifascista, Tullia Romagnoli, figlia di Ettore Romagnoli, uno dei più illustri grecisti italiani. Ebbene, sapete qual era la sua aspirazione? Diventare ambasciatrice? Nemmeno per sogno, diventare ambasciatore, Era di sinistra e apparteneva alla Sinistra Indipendente ovverosia a quella Sinistra fuoriuscita dai dogmi ideologici che avevano sempre contraddistinto i comunisti e che ora contraddistinguono i Nuovi Venuti invertebrati. Ecco perché se c'è una persona alla quale ce la sentiamo di augurare un 2026 strepitoso e alla faccia dei suoi denigratori, quella è Beatrice Venezi orgoglio di questa città.



