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Quando lo shopping diventa un gioco: il confine sottile tra fidelizzazione e dipendenza
I premi giornalieri nelle app dei supermercati, le sfide da completare, i punti da accumulare per non perdere i vantaggi. Sempre più spesso fare acquisti significa anche giocare.

Figli di un Dio minore: Borgo Giannotti e il sottopasso che conduce a Porta Santa Maria
Figli di un Dio minore: Borgo Giannotti e il sottopasso che, alla fine della stessa via, conduce a Porta Santa Maria. Sono anni che freno la mia voglia…

"Un solo sportello aperto e 50 minuti di attesa per due bollettini: monta la protesta all’ufficio postale di viale Castracani"
Riceviamo e pubblichiamo questa segnalazione da parte di un utente che ci ha inviato il testo che pubblichiamo integralmente

Monsagrati, quel terribile odore dal torrente Freddana
Vorrei raccontare una cosa che ho provato la sera del 13 luglio. Mi trovavo nella zona di Monsagrati, a casa di amici. La serata era stata piacevole, prima…

"Piazza Napoleone dovrebbe essere depavimentata e trasformata in un giardino alberato
Piazza Napoleone dovrebbe essere depavimentata, trasformata in un giardino alberato, con ampia vasca per acqua, a circondare la statua di Maria Luisa

Dal Piaggione, servizi pubblici inesistenti dalle navette con orari assurdi e coincidenze impossibili
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento da parte di un abitante del Piaggione che non ci sta a vedere la propria vita e quella dei compaesani rovinata dalle scelte degli amministratori

Casale/cascina in vendita a Scandicci nel cuore della campagna toscana
173 metri quadrati per sette locali immersi nel verde delle colline intorno a Scandicci, per la precisione in località San Michele a Torri. Si tratta di un ampio appartamento luminoso e silenzioso, in porzione di colonica: tre camere, due bagni con parcheggio privato

Calopsite allevate a mano
La calopsita (Nymphicus hollandicus) è uno dei pappagalli domestici più amati al mondo. Piccola, elegante e dotata di un caratteristico ciuffo mobile, conquista tutti con il suo carattere dolce

Ponte sul Serchio intestato ai giornalisti Montanelli e Fallaci
Ponte sul Serchio: è da molto tempo che penso ed ho deciso di non interessarmi più delle cose che riguardano la mia Lucca, perchè vecchio e convinto…

Circa tre anni fa lungo il viale della Stazione di Ponte a Moriano vennero abbattuti diversi tigli...
Circa tre anni fa lungo il viale della Stazione di Ponte a Moriano vennero abbattuti diversi tigli perché considerati malati e quindi pericolosi per l'incolumità delle persone. Purtroppo…

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I premi giornalieri nelle app dei supermercati, le sfide da completare, i punti da accumulare per non perdere i vantaggi. Sempre più spesso fare acquisti significa anche giocare. È la cosiddetta gamification, cioè l'applicazione di meccaniche tipiche dei videogiochi alle attività quotidiane, ormai una delle principali strategie utilizzate da aziende e piattaforme digitali per coinvolgere i consumatori.
Si tratta di una trasformazione che riguarda il commercio, la ristorazione, i programmi fedeltà, le app per l'apprendimento e persino il turismo. Ma accanto ai benefici per le imprese emerge una domanda sempre più attuale: dove finisce il marketing e dove inizia la manipolazione dei comportamenti?
Per rispondere possiamo guardare a un altro settore in ascesa: quello del gioco d’azzardo. In Toscana, secondo le ultime ricerche, oltre un milione di cittadini ha giocato almeno una volta nel 2024, investendo complessivamente più di 8,6 miliardi di euro, mentre sono oltre 950 mila conti di gioco attivi. Un successo che si inserisce in un contesto di crescente diffusione di strategie di gamification. E il punto non è sostenere che acquistare un paio di scarpe equivalga a giocare d'azzardo. Sarebbe un paragone improprio. È importante ragionare, però, su alcuni dei meccanismi psicologici utilizzati per incentivare il coinvolgimento che sono, di fatto, simili: premi casuali, obiettivi progressivi, ricompense immediate e incentivi a tornare ogni giorno sull'applicazione.
Oggi, infatti le piattaforme commerciali più moderne non si limitano a proporre offerte, ma integrano vere e proprie logiche di gioco nel processo di acquisto. Eventi a tempo, premi giornalieri, livelli da raggiungere e progressioni trasformano il cliente in un partecipante attivo, creando abitudini sempre più consolidate. come mostrano i dati raccolti sul settore
I dati raccolti da SlotMania sul fenomeno restituiscono la portata di questa dinamica: il 60% dei consumatori preferisce marchi che propongono esperienze di gamification, mentre le aziende registrano un incremento medio del 50% dei visitatori ricorrenti. Queste dinamiche, insomma, spingono gli utenti a non interrompere la continuità, trasformando un comportamento spontaneo in una routine quotidiana.
È proprio qui che emerge il dilemma etico: il disturbo da acquisto compulsivo viene sempre più spesso descritto da ricercatori e clinici come una forma di dipendenza comportamentale che presenta caratteristiche comuni ad altri comportamenti compulsivi, tipo il gioco d'azzardo patologico. In entrambi i casi, la ricerca della gratificazione immediata può diventare difficile da controllare, soprattutto nei soggetti più vulnerabili. Certo, la responsabilità non ricade sulle singole tecnologie, ma sull'uso che se ne fa: la gamification può migliorare l'esperienza del consumatore, semplificare i programmi fedeltà e rendere più coinvolgente il rapporto con un marchio. Diventa però problematica quando sfrutta sistematicamente l'ansia di perdere un'opportunità, inducendo a effettuare acquisti non necessari.
Il confine appare chiaro: una promozione che premia realmente un cliente abituale crea valore, un conto alla rovescia costruito artificialmente per spingere all'acquisto rischia invece di compromettere il rapporto di fiducia. E in un'economia sempre più guidata dai dati e dalla personalizzazione, il tema non riguarda soltanto il commercio, ma il rapporto stesso tra tecnologia e cittadini. La sfida dei prossimi anni sarà conciliare innovazione e tutela dei consumatori, costruendo esperienze coinvolgenti senza trasformare la fedeltà in dipendenza. Mettendo il benessere al primo posto e non il profitto a tutti i costi.
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Figli di un Dio minore: Borgo Giannotti e il sottopasso che, alla fine della stessa via, conduce a Porta Santa Maria. Sono anni che freno la mia voglia di gridare rabbia (verso chi non so), per come siano sempre stati mal curati, quasi abbandonati a se stessi. Sono anni che ogni volta mi indigno quando, nel sottopasso, vedo sfrecciare biciclette, a volte rischiando l’investimento, anche se un cartello specifica che sia percorribile solo a piedi e, in tutti questi anni, non ho mai visto un tutore dell’ordine far sì che il cartello venga rispettato. Sono anni che i pannelli di illuminazione non vengono sostituiti e quelli rotti sono stati rimpiazzati con materiale che di trasparente non ha niente e dove, in quello totalmente assente, si è costituito una specie di stipetto per chissà che cosa… insomma sono anni che il sottopasso fa schifo, anche per la sua pulitura che viene mal effettuata o non effettuata per niente ed è pure vero che la colpa sia anche dei cittadini che sporcano. Sono anni che, a chi come me, anche se a Lucca non è nata, ma capitata un bel po' di tempo fa, rattrista vedere un luogo storico come Borgo Giannotti non avere più l’impronta e il decoro che si meriterebbe: pulizia, marciapiedi percorribili, parcheggi e viabilità misurata, fondi in attività, iniziative che non siano soltanto il solito mercato delle giornate settembrine.
Adesso, però, che da giorni leggo su testate giornalistiche dell’eccezionale lavoro di pulizia stradale che viene eseguito nel centro di Lucca e nei suoi quartieri, specialmente in modalità notturna, che leggo quanto i responsabili comunali si autoincensano di questa attività preziosa che merita riconoscenza, declamando un impegno quotidiano per la pulizia delle strade e dei marciapiedi comunali, mi domando: “Borgo Giannotti e il suo sottopasso, non fanno parte di questa meravigliosa città?”. L’assessore Cristina Consani dovrebbe farci un giretto, se ancora non l’ha fatto, e constatare quanto ciò che afferma non riguardi quello che un giorno è stata la via commerciale e artigiana più viva di Lucca. Come mai è stato abbandonato? Sì, abbandonato al trasando, alle erbacce e a un traffico indecente, specialmente per i parcheggi selvaggi dove ognuno fa quello che vuole, senza rispetto delle regole, anche le più banali. Gli automobilisti attivano le quattro frecce e non importa se l’auto è in seconda fila, certe volte in terza, o se blocca il normale flusso, tanto ci sono le lucine che lampeggiano. Così come me lo chiedo per quanto riguarda il sottopasso, anche su Borgo Giannotti per quale motivo la polizia municipale non è mai presente? Con le effrazioni che si verificano ogni ora, ogni minuto, l’amministrazione comunale farebbe cassa a non finire e metterebbe ordine dove l’ordine nessuno lo rispetta! Ci sono delle situazioni che si ripetono, continuamente, ogni giorno, le stesse. Innumerevoli volte i mezzi pubblici, arrivati nel tratto fra l’Indicatore e Piazza della Croce, rimangono bloccati perché qualche imbecille ha parcheggiato dove non è consentito. Mi sono trovata un giorno di mesi fa, che un’auto aveva bloccato il traffico fino oltre il Ponte di Monte San Quirico e un bel tragitto della strada del Brennero, per più di quaranta minuti, perché lasciata in divieto, nello stesso punto sopracitato. La polizia municipale, sollecitata da telefonate a iosa dei cittadini presenti, non si è palesata… Ma come mai succede questo? Forse Borgo Giannotti è ormai terra di nessuno?
Il giorno prima che avvenisse l’inaugurazione della rotonda al Foro Boario, incontrai per strada il sindaco Pardini e gli chiesi il perché la via storica fosse così abbandonata e sporca. Mi rispose con cortesia che se ne sarebbe interessato. Lo ha fatto, è vero, perché dopo due giorni la strada era stata ripulita, ma se non c’è seguito… niente vale. Lo spazzamento meccanizzato, programmato da Sistema Ambiente, argomento che viene enfatizzato sulla stampa, al Borgo Giannotti si esegue, ma senza la vigilanza della polizia municipale e la rimozione delle auto che non hanno ottemperato all’ordine di non parcheggio, così gli operatori con i loro mezzi, fanno lo zig zag e la pulitura è possibile immaginare come risulti alla fine.
Insomma, se ci si lodasse meno e si controllasse di più... Sarebbe piacevole leggere, per noi lettori e cittadini, notizie come quelle dei giorni passati! Io, da persona attenta, ne vedo talmente tante di cose che non vanno, e posso provare ciò che scrivo: le foto che ho scattato il 30 luglio e, dopo quattro giorni, il 3 agosto, portano in evidenza che la pulizia, nel sottopasso e in superficie particolarmente nelle aiuole, in quell’intervallo di giorni non è stata eseguita… basta mettere a confronto le immagini, non ci vuole molto a notare che le stesse cartacce e le stesse buste di plastica sono lì da tempo.
Facciamo cose buone per Borgo Giannotti e tutti ne saremo contenti, così potremo scrivere che qualcosa di positivo è stato fatto… e non solo leggere lodi che non rispettano questa parte della città.


