Mai e poi mai, seduti nel vagone di un treno che ci accompagnava chissà dove, avremmo immaginato che, un giorno, saremmo diventati cittadini di Castiglioncello. Villeggianti forse, ma, ultimamente, per forza e per scelta, ci siamo trovati a frequentare questa vera e propria perla del Tirreno apprezzandone le caratteristiche. Dai finestrini degli scompartimenti ferroviari, ammiravamo la pineta con, all'interno, i campi da tennis in terra battuta e ci domandavamo come fosse il mare che non avevamo mai visto. Nati a Livorno, apprezzavamo, soprattutto, il mare di scoglio salvo, poi, trovarci ad amare la Versilia, i suoi tramonti, le sue spiagge, i suoi bagni che, a Livorno, chiamano stabilimenti balneari e c'è una bella differenza. Castiglioncello riporta, un po', a Carlo Cassola e al suo libro Ferrovia locale, con quella provincia toscana che, nella torrida estate, vive e gode di un tempo che sembra non passare mai. Noi l'abbiamo scoperta grazie alla nostra metà che ci aveva accompagnato in un inverno di molti anni fa, a prendere un caffè al bar Ginori, storico locale situato al centro del paese che merita assolutamente una visita e una sosta. Il mare, qui, è qualcosa di meraviglioso e aiuta, se così si può dire ed insieme al sole, a curare le ferite fin quasi a farle rimarginare. Qui la politica fa schifo per il semplice motivo che la natura prende il sopravvento, le stagioni restituiscono la loro essenza e lo stress si esaurisce a contatto col vento che non perdona. Noi siamo in alto, in un casale denominato I Macchiaioli e non è un caso, isolato nel verde di quello che è il parco della valle del Chioma. Da qui dominiamo tutta la baia e vediamo dall'Elba alla Capraia, dalla Corsica alla Gorgona. Non c'è una casa che ci contamini, il casale risale a fine Settecento e conserva tutto il fascino della sua età. La solitudine dei numeri primi o anche, perdonateci, di tutti gli altri numeri perché, in fondo, sempre solitudine è, viene attenuata da un esemplare meraviglioso di Labrador di nome Leone, un cane che non è un cane, ma un essere umano che non parla, ma riesce a trasmettere la fedeltà, l'amore e la dedizione che nessun uomo o donna può dare. Accanto a lui sta per insediarsi un altro amico a quattro zampe che abbiamo già denominato Ulisse: un magnifico esemplare di cocker spaniel pronto a far parte della nostra squadra. Perché, nella vita, come nella famiglia come in ogni luogo di lavoro o non, se non si è squadra non si va da nessuna parte. Quel vecchio film, Il grande freddo, con il suo incipit è una rivelazione entusiasmante: In un mondo così freddo c'è bisogno di amici che ti riscaldino. Possono essere amici, possono essere compagni o compagne, possono essere anche animali, ma senza amore non c'è benessere che tenga, senza squadra e senza vicinanza non c'è futuro che tenga. Siamo esseri umani che hanno bisogno di un cuore che batta nel cuore di ognuno. Senza cuore, senza il cuore non si va da nessuna parte. Castiglioncello, in fondo, altro non è se non un cuore, che batte a suo modo i rintocchi di un orologio senza tempo, che dona a chi è disposto a riceverlo, il coraggio di affrontare il risveglio che ogni mattina ci accoglie. Quasi tutti fiorentini a queste latitudini, peccato c siano pochi lucchesi. La baia del Quercetano vale da sola il prezzo di un biglietto che non c'è.



