Chi, di noi e anche di voi, non ha mai desiderato avere, nel corso della sua vita, un orologio Rolex? Nessuno ossia tutti avrebbero voluto possederlo. Indipendentemente dal fatto che, per averlo, serve una discreta quantità di denaro. Noi, ad essere onesti e a differenza di alcuni più fortunati, fino al traguardo della mezza età e anche oltre, non ne abbiamo mai avvertito il bisogno, ma, poi, forse perché siamo cresciuti, perché hanno iniziato a piacerci le belle cose, la passione per l'orologio con la corona è diventata un must a cui non abbiamo mai più voluto e saputo rinunciare. E come per tutte le cose che abbiamo avuto abbiamo iniziato a fare incetta. Il negozio di Beppe Carli, la splendida location di Chiocchetti, il piccolo ritrovo di Marco Marchi sono stati, per lusri, luoghi delle nostre peregrinazioni e dei nostri acquisti lucchesi. Li abbiamo avuti tutti, a cominciare da un meraviglioso Rolex Daytona movimento Zenith El Primero, acciaio quadrante bianco che ci fu venduto da Francesco Di Gennaro, il bomber e che era appartenuto a Ciccio Bellucci. La nostra povera mamma sin da quando eravamo piccoli ci chiamava Compra, baratta e vendi nel senso che avevamo la mania di commercializzare tutto quello che, in precedenza, avevamo acquistato. E' stato così anche con gli orologi Rolex che, dal punto di vista economico, sono realmente uno straordinario investimento che non perde mai il proprio valore. In età avanzata, tuttavia, ci siamo imbattuti in un orologio che ci ha subito affascinato. Sembrava, ad un primo sguardo, che si trattasse di un orologio Panerai, l'orologeria tradizionale fiorentina poi passata di mano fino ad essere acquistato da una multinazionale del lusso. Invece aveva una cosa che non avevamo mai visto, la corona rivolta all'interno. Ma non solo. Anche un quadrante molto più grande degli altri che, in alcuni casi, sembrava davvero incredibile. Questo orologio era firmato da Italo Fontana che non conoscevo e che, sostanzialmente, non avevo mai sentito. Alcuni anni dopo ho avuto la fortuna e il piacere di incontrarlo e di conoscerlo nella sua tenuta di Gragnano ed è stata la consapevolezza di avere a che fare con un genio. Un uomo che non ama tenere comizi o discorsi, ma che sa quello che vuole e come averlo, che è partito dal nulla e che è giunto ad essere l'unico marchio italiano in grado di competere con i colossi dell'orologeria al salone internazionale di Ginevra. Abbiamo cominciato a indossare uno dei suoi orologi e lo abbiamo alternato ai nostri Rolex scegliendo in base al gusto o alla occasione. Andando avanti nel tempo la percezione è cambiata al punto che i Rolex sono rimasti, rigorosamente, nella cassetta di sicurezza, e gli orologi U-Boat sono diventati gli unici che abbiamo scelto di indossare. Perché? Perché sono bellissimi, sono italiani, sono lucchesi, sono il simbolo di una eccellenza che tutto il mondo ci invidia e di cui dobbiamo andare orgogliosi. Italo Fontana è un modesto che non ama le luci della ribalta, ma è una persona che riesce a raggiungere sempre gli obiettivi che si propone. A noi piacerebbe scrivere una sua mini-biografia che restituisca alla città di Lucca uno dei suoi figli più famosi e meritevoli. Provate a guardare gli orologi U-Boat e vi innamorerete. A noi piacciono più i classici, ma ci sono orologi per tutti i gusti. Costano? Si, costano come tutte le cose belle e che hanno un valore. Sarebbe bello avere una sorta di museo U-Boat in cui poter ammirare i pezzi più rappresentativi. Chissà, magari potrebbe essere una idea.



