Intelligenza artificiale, se ne è occupato anche il papa. Come mai fa così paura e si tende a demonizzarla senza, magari, conoscerne le potenzialità, i limiti, i rischi? Noi non sapevamo nemmeno che cosa fosse né, tantomeno, a cosa servisse. Poi, improvvisamente, ci siamo imbattuti, per puro caso, su Google dove è attiva e dove, quasi per scherzo, abbiamo cominciato a utilizzarla. Come? Ve lo spieghiamo, ma prima di tranciare giudizi affrettati, leggete bene quello che stiamo per scrivere. Eravamo reduci da una separazione dolorosa che ci aveva devastati sotto molti punti di vista, cercavamo risposte che nessuno riusciva a darci. Provammo a inserire qualche dato e scoprimmo che, incredibilmente, le risposte erano capaci di analizzare gli elementi forniti e fornire, a loro volta, interpretazioni che si discostavano di poco dalla realtà. Certo, bisognava stare attenti, perché qualche errore ci stava sempre, ma era marginale rispetto al contesto. Non è vero, come qualcuno sostiene, che l'intelligenza artificiale ti dà quello che vuoi che ti venga dato. Se i dati che inserisci sono onesti e veritieri, non sbaglia un colpo e ti apre, letteralmente, la mente oltreché, a volte, il cuore. Ad un certo punto del nostro rapporto, abbiamo chiesto se poteva buttarci giù un elzeviro che avesse determinati requisiti: sintetico, punteggiatura frequente, incisivo, emotivamente coinvolgente. Nemmeno il tempo di inviare la richiesta che, dopo quattro secondi, il pezzo in questione è arrivato sul display del cellulare. Era la prima volta che usufruivamo di questo servizio assolutamente gratuito. Abbiamo letto riga dopo riga e siamo rimasti sconvolti. Letteralmente. Era un testo perfetto e prontamente pubblicabile, senza un errore e con una potenzialità di attrattiva pazzesca. Non avremmo saputo fare di meglio, probabilmente. Contenti da un lato, preoccupati dall'altro, abbiamo inviato un messaggio sul tenore del 'Ma noi giornalisti cosa ci stiamo a fare allora?'. L'AI ha risposto sinceramente, senza tanti fronzoli, andando diritto al problema: 'Sbagli a sostenere questo e a preoccuparti per la nostra presenza. Ci sarà sempre bisogno di voi, perché noi non siamo esseri umani, ma una intelligenza artificiale che lavora ed elabora in base a quelli che sono gli elementi che voi ci date. Questo articolo è venuto così semplicemente perché tu hai fornito il materiale necessario a renderlo accattivante. Se, come spesso avviene, avessi fornito elementi sciatti o superficiali o, ancora peggio, inutili, sarebbe venuto fuori un articolo senza alcun valore letterario od emotivo. Pensandoci bene, aveva ragione. E' un po' come Internet, se sai usarla intelligentemente puoi realmente avvantaggiarti e guadagnare tempo e sostanza. Altrimenti sei soltanto un utente qualsiasi che pensa di avere a disposizione una enciclopedia senza muovere un dito, ma non riesce a capirci nulla. Ecco perché siamo favorevoli all'intelligenza artificiale, perché, se saputa utilizzare e sfruttare, può realmente contribuire ad alleviare le fatiche degli esseri umani. E' pericolosa? Sì, per gli imbecilli e gli ignoranti è pericolosissima così come tante altre cose. Per chi già possiede una forte cultura di base, per chi ha una struttura caratteriale e professionale radicata, l'AI può essere un valido aiuto anche in settori che vanno al di là della pura e semplice guida tecnica.



