Noi non conosciamo l'attuale prefetto - perdonateci, ma prefetta ci fa venire l'itterizia - né abbiamo mai assistito o partecipato alle numerose, per alcuni, addirittura, infinite riunioni del comitato interprovinciale per l'ordine e la sicurezza. Non ne avevamo il diritto, non ne abbiamo l'interesse. Ciònonostante il tema della sicurezza ci è particolarmente caro. Da sempre. Ebbene ci risulta che il numero delle sedute sia a livelli record e che vengano convocate un po' per tutto al punto che non si riesce a capire se siano realmente necessarie oppure no. Lucca e la sua provincia non hanno bisogno di riunioni nei salotti delle istituzioni, hanno bisogno di uomini e mezzi che vadano in mezzo alla strada. Ad esempio diamo una occhiata alla stazione ferroviaria di Lucca. Fino a qualche tempo fa vi sostavano, di giorno e di notte, cani e porci, per non parlare delle zone limitrofe con immigrati che bivaccavano un po' ovunque e all'interno di edifici vari. Oggi e lo abbiamo sperimentato di persona, cani e porci ci sono ancora, ma se non altro non creano casino. Merito delle riunioni in prefettura? Dubitiamo. E in Versilia? L'estate è stata una stagione particolarmente calda con carabinieri e agenti di polizia costretti a impegnarsi giorno e notte per rendere più sicura la movida sul mare e non soltanto. Merito delle sedute prefettizie? Mah... Da apprezzare certamente l'elevato spirito partecipativo con cui il prefetto convoca riunioni su riunioni allargandole sempre di più, ma la sensazione è che, concretamente, l'efficienza e l'efficacia siano altro. Una volta, quando eravamo giovani cronisti di nera, le notizie ce le andavamo a prendere da soli e il questore e il comandante provinciale dei carabinieri erano i principali attori di una realtà alla quale presenziavano e sulla quale agivano personaggi adatti alla bisogna. Oggi, con il prevalere del politicamente corretto, anche loro devono sottostare al timore di essere presi e strangolati dalla realtà dell'apparenza, dove l'apparenza dell'ipocrisia finisce per prevalere sulla sostanza della verità. E la verità è che cani e porci assediano le nostre strade e non si può fare giustizia né ordine pubblico semplicemente dietro un tavolo dove tutti parlano e nessuno capisce nulla. Sono 35 anni che facciamo questo mestiere e più andiamo avanti e più ci rendiamo conto che la maggior parte dei nuovi giornalisti sono delle belle statuine ottimi come registratori, ma pessimi come diffusori autonomi. Più volte ci siamo scontrati con i prefetti di turno e a volte anche in maniera decisa. Proprio perché siamo sempre stati convinti che la sincerità e l'onestà intellettuale fanno a cazzotti con la forma e le divise. La sicurezza delle nostre città la fanno gli uomini, non le convocazioni, si matura sulla strada, non nei salotti.



