Dicono e scrivono che Vannacci è filo russo. A noi non risulta anzi, da quando lo conosciamo, ossia dal 2023 quando, per primi, lo abbiamo intervistato a Marina di Pietrasanta, non ha mai fatto menzione di una sua simpatia per Putin. Sono stati i giornalisti sudici e svenduti ad accusarlo in merito a presunte irregolarità dalle quali è stato sistematicamente assolto. Ma non è servito a nulla. Oggi continuano a tacciarlo di essere filoputiniano semplicemente perché lui, alla guerra contro l'Ucraina, vorrebbe porre fine il prima possibile. Il generale Vannacci è un incursore, è stato comandante del 9° Col Moschin, ha guidato la Folgore, sa cosa significhi stare con il culo allo scoperto e con il rischio, concreto, che da qualche parte arrivi un proiettile non certo sparato a salve. E poiché sa che cosa vuol dire trovarsi in mezzo ad un conflitto armato, sa anche che l'Italia non solo non è in grado di reggerne uno, ma uno qualsiasi, ma che non avrebbe senso mandare gli italiani a combattere per difendere l'Ucraina e attaccare i russi. Qualcuno vorrebbe metterci in testa che la Russia e Putin potrebbero bombardare le nostre città. Stronzate. Il popolo russo ama l'Italia e gli italiani, la nostra cultura, la nostra arte, la nostra musica. Se ha combattuto contro di noi è perché un demente di nome Benito Mussolini ha spedito 90 mila gavette di ghiaccio a farsi ammazzare nelle steppe innevate di un Paese grande come nessun'altro. L'Unione Europea vorrebbe stroncare la Russia, dimenticandosi che i primi a piazzare armamenti sotto le chiappe di Putin sono stati gli occidentali e la Nato che hanno sempre sognato di ridurre la Russia ad una sorta di espressione geografica. Putin non è un santo e la Russia non è una democrazia, ma da qui a scatenare una guerra mondiale e nucleare per andare a rompere i coglioni a quel popolo distante migliaia di chilometri è veramente assurdo. Purtroppo la verità è che l'Italia non fa gli interessi degli italiani e il governo Meloni che tanto sbraitava quando era all'opposizione, ora è il servo sciocco dell'Unione Europea e degli organismi sovranazionali responsabili della disintegrazione delle singole identità dei singoli stati. La verità che nessuno vuole ammettere è che Roberto Vannacci è l'unica mente lucida che esiste quando si parla di guerra. Gli altri, i politicanti da strapazzo che animano le aule della cloaca massima chiamata Roma, sono solamente degli eunuchi senza spessore. Noi conosciamo Vannacci e anche se non lo vediamo da tempo, da dicembre a Chiavari, siamo consapevoli che su molte cose che sostiene ci trova assolutamente d'accordo, in particolare in materia di sicurezza. Su altre potremmo discuterne, ma sappiamo la lealtà, l'onestà, la dirittura morale di quest'uomo che è stato subito attaccato per avere detto quello che tutti o quasi pensano. Se un rimprovero sentiamo di muovergli, è quello di non aver cercato di costituire, sin da subito, una classe dirigente culturale preparata, ma è anche vero che tutto si è mosso ad una velocità incredibile. Per esperienza diretta, abbiamo sentito il generale parlare il rumeno, il francese, l'inglese, il portoghese in maniera pressoché impeccabile. Con il russo ha fraternizzato durante la sua missione a Mosca dove in due anni teneva conferenze in quella lingua. Questo non è un pazzo, né un fascista, né un contafrottole. Questo è un uomo con i suoi limii, ma anche con un background invidiabile. Noi amiamo la Russia e il suo popolo, amiamo le solitudini dei suoi paesaggi, le malinconie dei suoi poeti, la passionalità delle sue donne, la generosità dei suoi abitanti. Durante la seconda guerra mondiale siamo andati con gli alleati nazisti a cercare di estirpare il comunismo. Sappiamo tutti come è andata, fortunatamente, a finire. Eppure, quanti soldati italiani hanno trovato riparo nelle isbe abitate da contadini poveri e affamati che regalavano qualcosa del loro poco a chi aveva tanto bisogno non avendo alcunché? Ital'yantsi dice la fonetica per la parola che ci contraddistingue. Quanti ne sono morti, a decine di migliaia, per l'ambizione di un pazzo che avrebbe dovuto essere appeso a testa in giù molto tempo prima e non certo da solo? Mai l'Italia potrà essere in guerra contro la Russia. Se lo mettano bene in testa i nosalgici della maggioranza e i traditori dell'opposizione. Un altro Don è inammissibile.
Nella foto: spezzatino di castrato



