Dopo quattro mesi di esilio involontario e non retribuito in quel di Castiglioncello, abbiamo preso nuovamente possesso della nostra bella casa in località Monte San Quirico, occupata, eufemisticamente, abusivamente e rilasciata solamente dopo duri scambi a carattere epistolare. Per circa 120 giorni abbiamo dovuto improvvisarci schizofrenici, costretti a vivere in mezzo ai lupi del parco della valle del Chioma per non demordere e continuare a dare vita a questo giornale che, a tutti gli effetti, è l'erede della Gazzetta di Lucca. Bella Castiglioncello, bello il mare, più luminoso il cielo e azzurro profondo il mare, proprio come quello che cantava Lucio Dalla. Ma Lucca è Lucca e dopo 35 anni di più o meno serena e pacifica convivenza, dopo battaglie e amori mai dimenticati, non potevamo rinunciare a credere che, rispetto a tutta la Toscana e non soltanto, questa città merita tutto quello che ha e che gli altri, moltissimi invero, le invidia. Così, abbiamo resistito, in questo scortati e accompagnati ovunque dal labrador più bello che c'è, Leone, quattro anni e non sentirli, dolce, premuroso, innamorata di un padrone che dormiva con lui accanto ogni notte con il cuscino di sinistra occupato dal suo muso che vegliava su di noi. Ora che siamo tornati, è giunto il momento di riprendere a rompere quelle palle per le quali siamo diventati se non famosi, sicuramente apprezzati e conosciuti. L'anno prossimo ci sono le elezioni. Bene. Vincerà il centrodestra, ovviamente, a meno di improbabili cazzate dell'ultim'ora. Mario Pardini non ha ancora abbandonato il civismo per Fratelli d'Italia. Lo farà? Probabilmente sì, ma aspettiamo prima di trarre delle considerazioni. A Lucca fa caldo e il mare, quello vero, non è certo in Versilia. Appunto. Tornare a Lucca è stata una sorpresa e una emozione indicibile che non credevamo di poter provare. Siamo entrati in una casa vuota, piena solo di arredi, ma senza anima e, soprattutto, senza cuore. Ce li metteremo, entrambi, noi perché si può anche essere abbandonati e trovarsi, improvvisamente, ad un passo dai saluti, ma la differenza non la fa quante volte si cade o ci si rialza, bensì come si cade e, in particolare, come ci si rialza. Trovarsi di nuovo nelle strade di questa meravigliosa città. sentire, paradossalmente, il calore dei muri e delle mura, sono sensazioni che soltanto chi ha vissuto e si è sentito vivere da questa perla dell'universo, puà capire e spiegare. E' vero, Lucca può anche essere definita, come l'hanno raccontata, il buco di culo del mondo, ma c'è buco e buco e, inoltre, c'è culo e culo. Questa è, forse, l'unica città di questa dannatissima e bellissima regione, a possedere ancora una dignità e una identità collettiva. Tutti criticano i lucchesi, ma noi abbiamo imparato ad amarli e, credeteci, come loro non ce ne sono. Sarà per questo che si spargono ai quattro venti trasportati in tutti gli angoli dell'universo. Siamo stati soli in quel di Castiglioncello, ma sapevamo che saremmo tornati e, come amiamo ripetere, se è vero che partire è un po' come morire, tornare è, senza dubbio, un po' come rivivere,



