Sono passati quasi tre anni da quando l'autore di queste righe incontrò e conobbe il generale Roberto Vannacci. Dopo una iniziale esplosione mediatica causata da dichiarazioni ispirate al buonsenso e criticate dagli imbecilli invertebrati a una dimensione, l'attenzione dei mezzi di (dis)informazione è via via scemata per lasciare il posto a molteplici tentativi di depistaggio e distribuzione di sudiciume vario. Eppure basterebbe seguire in video gli interventi dell'europarlamentare Vannacci a Bruxelles per comprendere l'elevato livello di intelligenza politica e capacità dialettica: non un errore, non un inciampo, non un verbo errato. Esattamente come quando lo ascoltammo per la prima volta a Marina di Pietrasanta al Bagno Biondetti. Da allora di tempo, appunto, ne è trascorso, ma quello che noi avevamo pensato subito si è avverato: Roberto Vannacci è uno dei pochi se non l'unico politico in grado di suscitare speranze in quella maggioranza silenziosa degli italiani che le speranze, ormai, hanno perso. Ogni volta che afferra un argomento, lo sbatacchia senza pietà, lo prende a calci in bocca, lo stronca se necessario e, al termine, fa emergere ciò che è chiaro a tutti anche senza aver bisogno di una laurea per capirlo. Dopo aver replicato alle migliaia di critiche ricevute per via del suo libro, ora si è tuffato in uno dei temi destinati a diventare fondamentali per il nostro sfasciato stivale. Quello dell'immigrazione più o meno irregolare, clandestina o regolarissima ma necessitante di una remigrazione immediata se vogliamo salvare l'Occidente da un Islam sempre più invadente, invasore e invasivo. La Lega è il partito di Vannacci e noi non entriamo nel merito nel senso che a noi i partiti, tutti indistintamente, fanno venire l'itterizia. Ci sono, però, i suoi comitati che sanno come e quando si deve agire per ottenere cosa. Siamo a fine 2025 anzi, siamo ad un passo dal 2026 e la mattina del 1 gennaio saremo sulla spiaggia di Viareggio per festeggiare con il classico bagno di inizio anno. Vannacci è un incursore uno abituato a fare da sé e, così facendo, fare anche per gli altri. A Lucca e in provincia coloro che lo avrebbero dovuto aiutare lo hanno, invece, stroncato e osteggiato in tutti i modi prima, durante e dopo le elezioni regionali. Gente del suo stesso partito della serie parenti serpenti. Ha sbagliato qualcosa? Non è un problema che ci riguarda, quello che ci interessa è che i suoi valori, le sue convinzioni continuano ad essere una base importante per un mondo nuovo. La politica, ancor più che la saggistica, è una realtà sporca nella quale, in un modo o nell'altro, bisogna confrontarsi anche immergendovisi dentro. Noi siamo col generale perché, in questi due anni e mezzo, mai ci siamo trovati in disaccordo con quanto ha affermato. Auguri, quindi, di buon anno caro Roberto.



