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Scritto da fabrizio perotti
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02 Novembre 2023

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Fin dalle prime ore della mattina, nei vicoli e sulle mura della città, si sentono i profumi del cibo di strada. Che sia una colazione, una merenda, un pranzo veloce o uno spuntino, non può mancare il ristoro dei chioschi e dei locali che offrono lo “street food”. Qualcosa da mangiare velocemente, ma che soddisfi il gusto del palato.

Quello che spesso non mangi a casa, ma che, all’occhio, è il miglior cibo del mondo. Non serve sedersi ad un tavolo, basta mettersi in fila per rifocillarsi in prospettiva di continuare la propria passeggiata. Il tempo a disposizione per fare visita alle mete desiderate non è molto, è necessario mangiare velocemente.

“Fast food” che, nelle strade, si trasforma in “Street food”. Letteralmente significa “cibo di strada”, praticamente invece, con street food si intende la preparazione e la commercializzazione di cibo e di bevande solitamente per mezzo di chioschetti o di classici furgoncini itineranti (food truck), collocati usualmente in zone strategiche ad alto potenziale turistico.

Se è vero che negli ultimi anni lo street food è tornato prepotentemente di moda, è anche vero che il fenomeno di mangiare cibo per strada non è nuovo, anzi. Le origini dello street food affondano nell’antica Grecia, per una storia che prese vita più di 3000 anni fa quando, ad Atene, venditori ambulanti preparavano cibo semplice e veloce per sfamare i passanti che, solitamente, consisteva in minestre di fave e zuppa calda di ceci.

Con il passare del tempo il fenomeno di mangiare del cibo per strada prese piede anche in altre zone del mondo. Dall’Egitto all’antica Roma, passando per Pompei, lo street food ha saputo resistere al passare degli anni, grazie alla sua capacità di offrire cibo gratificante ad un prezzo solitamente molto allettante. Anche Napoleone capì l’importanza del cibo servito in strada; e le pietanze del popolo venivano riproposte alle tavole di nobili e aristocratici, servite come preparazioni raffinate

Lo street food nell’epoca moderna, come negli ultimi anni, è divenuto parte integrante e fondamentale della tradizione e dell’identità territoriale in tutta la penisola, come anche all’estero. Negli ultimi decenni si è passati dai baracchini allestiti in occasione di grandi concerti, fiere e manifestazioni che puntavano più sulla quantità che sulla qualità, a veri e propri ristoranti ambulanti, che fanno tendenza non solo nel settore dello street food, e che puntano tutto sulla qualità e sulla tipicità del cibo messo a disposizione dei propri clienti. Le specialità culinarie tipiche delle varie regioni del nostro bel paese sono una parte fondamentale dello street food italiano: dalla piadina romagnola agli arrosticini abruzzesi, dalle arancine di riso siciliane al panino con il lampredotto fiorentino.

Da Nord a Sud il cibo di strada è il risultato delle tradizioni della cucina locale, trasformati in stuzzicanti porzioni gourmet da consumare in maniera informale, veloce e semplice ma ricche di gusto, che fanno del cibo di strada un cibo unico e speciale. Cibo tipico, di qualità e ad un prezzo contenuto, capace di soddisfare tanto i mangiatori occasionali quanto i palati più raffinati. Il tutto abbinato ad un mangiare informale, senza fronzoli, senza etichette da seguire, che vive all’insegna dei sapori esclusivi e genuini in grado di offrire. Sono queste le chiavi del successo del cibo di strada.

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