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Scritto da Redazione
Confcommercio
11 Febbraio 2021

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"Le incertezze di questi giorni sono incomprensibili e specchio purtroppo fedele di un Governo che ha fatto della improvvisazione il suo marchio di fabbrica".

Non usa mezzi termini Sara Giovannini, direttore di Confcommercio Imprese per l'Italia – Province di Lucca e Massa Carrara, per commentare l'assenza a questa mattina – giovedì – di comunicazioni ufficiali circa la data di ritorno in vigore della zona di rischio "arancione" per la Toscana.

"Ormai – afferma Giovannini – viene dato per scontato più o meno da tutti che la nostra regione, purtroppo, si accinga a ritornare "arancione". Senza voler discutere in questo momento i criteri di assegnazione di un colore di rischio rispetto a un altro, lascia invece profondamente sbigottiti il fatto che ad oggi ancora non sia stato reso noto il giorno nel quale questa misura entrerà in vigore. Un elemento essenziale e non scontato, visto che in alcuni casi i colori delle regioni sono stati cambiati a partire dalla mezzanotte fra il sabato e la domenica e in altri casi alla mezzanotte fra la domenica e il lunedì".

"La nostra associazione – prosegue il direttore – già nelle settimane scorse aveva sollevato la questione delle tempistiche, sottolineando la necessità di avvisare con ampio preavviso decisioni basate su dati della settimana precedente – e dunque calcolabili in anticipo – e i cui risvolti incidono pesantemente su una attività imprenditoriale. Il caso più lampante oggi è quello dei ristoranti, molti dei quali hanno raccolto prenotazioni che li rendono "sold out" per il pranzo di domenica, giorno di San Valentino, senza sapere ancora adesso, a 72 ore di distanza, se potranno effettivamente rimanere aperti o meno".

"Il problema – insiste Giovannini – non è soltanto quello di creare un disagio per i clienti ma, cosa ben più grave, di mandare in fumo costosi ordini di cibo che i ristoratori hanno dovuto effettuare con ampio anticipo per soddisfare le richieste dei clienti stessi che hanno prenotato il pranzo".

"Appare incredibile – sottolinea il direttore di Confcommercio – come a mesi di distanza dalla introduzione dei "colori" per le regioni, ancora non sia stata trovata una linea chiara sulle tempistiche di comunicazione. Questo continuo cambio di modalità genera confusione su confusione, ingigantendo a dismisura i disagi per una categoria fra le più colpite dal punto di vista economico dall'emergenza sanitaria in atto".

"Oggi – chiude Giovannini – i nostri imprenditori si trovano presi in mezzo fra un Governo ai titoli di coda e un altro nuovo che tarda a formarsi, e come spesso succede in questi casi sono i soggetti più fragili a pagare le conseguenze peggiori".

 

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