Succede a me e mia moglie si chiama Raffaella. Come la conobbi? La vidi per caso mentre passeggiava nel Fillungo. Con me avevo un’amica che la conosceva e mi promise che me l’avrebbe fatta incontrare. Quando la vidi per la prima volta stava passando davanti a un negozio di fiori, ed io in una mia poesia a lei dedicata, “Tu mi rimproveri”, scrivo che lei era la rosa più bella (la trovate qui, insieme con altre 3 poesie che amo: https://www.bartolomeodimonaco.it/la-mia-quadriga-poetica/).
Ci conoscemmo. Ci sposammo il 5 settembre 1970; abbiamo avuto 3 meravigliosi figli; abbiamo fatto insieme delle vacanze all’estero. Insomma, in 56 anni di matrimonio, a cui aggiungere 5 anni di fidanzamento, possiamo dire di conoscerci. Anche se la conoscenza completa di un essere umano appartiene a lui soltanto. E forse non è nemmeno sufficiente. Noi mortali siamo un mistero.
Mia moglie, che è stata insegnante di inglese alle scuole medie, da quando è in pensione, non fa altro che leggere libri, non romanzi, ma libri di vario genere culturale, e da quando ha il pc non fa che avviare ricerche di qui e di là.
A tavola mi racconta cose che non conoscevo, particolari, ad esempio, della mitologia greca, di quella latina (Ovidio è il suo preferito), parla delle differenze tra una religione e l’altra, spiega l’origine di una parola che abbiamo spesso sulla bocca senza saperne la provenienza. Parla dei costumi fascinosi di popolazioni lontane. Quelle del passato la incantano. Sa tutto, oltre che della Grecia e della Roma antiche, sull’Iran, la Turchia, l’Iraq, lo Yemen, l’Egitto, l’India, la Cina e li ricorda coi loro nomi antichi. Sa delle montagne e dei mari. Mio nipote medico, che viene quasi tutti i giorni a mangiare da noi, nelle pause del suo lavoro, l’ascolta quasi incantato. A volte lei insiste troppo e lui cerca di fermarla, ma Raffaella è un fiume. Dopo tutto ciò che scopre sul suo pc sale al piano di sopra dove, accanto al mio pc, ho la stampante. E stampa, stampa. E quando non stampa, scrive su quadernoni che riempie in un nonnulla. Ha una raccolta di quaderni da formare una libreria. Dice che li lascerà ai nipoti, sicura che saranno felici di apprendere ciò che ha insegnato loro la nonna. Ha una calligrafia delicata, femminile e ben leggibile. Le ho rimproverato di non essersi addestrata a battere sulla tastiera del pc. Avrebbe costruito dei file che si sarebbero potuti tradurre in libri. Ma lei è contenta così. Ci sono delle cose che non riesce ad imparare, e battere a macchina è una di quelle.
Scrive anche poesie, alcune delle quali ho postato su Facebook e forse qualcuno che mi segue le ha lette, e sicuramente ne ha apprezzato la vena sensibile e delicata.
Nella bella stagione, ci mettiamo in giardino a prendere il caffè. Lo fa con la macchinetta Bialetti e non intende acquistare quelle automatiche che funzionano con le cialde. Il caffè le piace fatto con le sue mani. Mentre sorbiamo il caffè, ecco che le si accende la lampadina della cultura e comincia così: Lo sai questo? Oppure: Sai perché?, e non si ferma più. Apprendo più cose da lei nel tempo che stiamo insieme, che in tutti i libri che ho letto.
È una meraviglia starla ad ascoltare, e una meraviglia più grande è vederla soddisfatta, contenta.
Avere una moglie che ha più cultura di te
Scritto da Bartolomeo Di Monaco
Cronaca
06 Ottobre 2026
Visite: 35



