Dalla Francia siamo passati all’Italia. Nel Sessantotto fu coinvolta anche la Germania e si usò dappertutto la violenza. Sembra che si ritorni a quei tempi. Che cosa produssero quelle rivolte? Poco o nulla, poiché ciò che d’allora è cambiato è dovuto più alla trasformazione sociale che è la stessa che dai primordi ci ha portato sino a qui in una continuazione dinamica che ha la sua logica nell’evoluzione universale legata alla nostra specie. Oserei dire che la stessa Rivoluzione francese, la più eclatante, ha prodotto frutti effimeri (con tanti imbarbarimenti, come il nepotismo e le ruberie), assorbiti e annullati dalla Restaurazione, che ha ripristinato gli antichi difetti.
L’evoluzione sociale non avviene mai tramite la violenza. Piuttosto è la violenza a provocarne un temporaneo arresto.
Da ciò si deve dedurre che la violenza, sempre e di ogni tipo, ha solo valenze negative.
Quand’ero studente, erano gli anni Sessanta, partecipavo alla manifestazione studentesche, ma esse non sfociavano mai nella violenza.
Oggi si assiste a devastazioni di proprietà altrui che fanno pensare più ad una barbarie lanzichenecca che ad un’espressione di democrazia.
La sinistra, ancora una volta tace, e ottusamente dà la responsabilità di tutto ciò alla governance, sia in Francia che in Italia. In Italia, addirittura, la Schlein, segretaria del PD, ne approfitta per cercare di far cadere il nostro governo. Atteggiamento miserevole.
Lei non era ancora nata (è del 1985) quando al Sessantotto italiano seguirono da presso, nel 1970, le Brigate Rosse. Ci fu un momento in cui i dirigenti della sinistra di allora, dopo aver tergiversato, si resero conto del grossolano errore, e fecero fronte unico con il governo, al punto che, per non cedere ad uno scambio di prigionieri con le BR, lasciarono che il presidente della Democrazia Cristiana, il partito dominante, Aldo Moro, fosse assassinato. Tutti, tranne il PSI di Bettino Craxi, dissero che con le BR non si doveva trattare, ma si doveva fare un fronte unico, che era il solo modo di sconfiggerle. Così accadde.
Oggi assistiamo ai disordini provocati perfino da una gioventù minorenne in alcune città italiane, sull’esempio di quanto sta succedendo in Francia. Non si hanno remore e, a differenza dei miei tempi, le manifestazioni di protesta sono sempre violente, con distruzione di vetrine, automobili e altri oggetti di proprietà privata o pubblica.
Non ci si rende conto che il Sessantotto ci ha dato una lezione, ossia che alla violenza, se non estirpata, segue la violenza. Al quel tempo fu la violenza delle BR, ed oggi?
Se continuiamo a non far fronte comune e a prendere provvedimenti severi, movimenti violenti e sanguinari, come successe allora, risorgeranno.
E non servirà più a nulla dare la colpa a questo o a quello. Potremo solo dire che, come nel Sessantotto, la classe politica italiana ha fallito.
Non commettiamo lo stesso errore. È un appello che faccio soprattutto a questa sinistra che sembra non avere memoria.
Come si fa a non prendere posizione contro la violenza
Scritto da Bartolomeo Di Monaco
Cronaca
20 Ottobre 2026
Visite: 44


