Real Collegio Estate rinnova uno degli appuntamenti più attesi e apprezzati dal pubblico: la tradizionale veglia in vernacolo lucchese. Anche quest'anno la rassegna tiene fede al proprio spirito di "chiostro popolare", riportando sul palco Marco Nicolosi, Domenico "Gavorchio" Bertuccelli e Giovanni Giangrandi. Domani (venerdì 17 luglio), alle 21.15, i tre vegliarini saranno protagonisti di A veglia nel chiostro, una serata di aneddoti, racconti, rime e battute rigorosamente in vernacolo.
Una formula che si rinnova con successo di edizione in edizione e che restituisce al pubblico l'atmosfera delle veglie di un tempo, quando storie, ricordi e ironia diventavano occasioni di incontro e condivisione. Nel chiostro di Santa Caterina, Nicolosi, Bertuccelli e Giangrandi condurranno uno spettacolo vivace e incalzante, costruito intorno alle espressioni, ai personaggi e alle tradizioni della Lucchesia.
Custodi tanto del linguaggio contadino di "Lucca fòra" quanto del parlare più forbito di "Lucca drento", i tre protagonisti racconteranno con passione e irriverenza la tempra e il carattere della città delle cento chiese. Ad accomunarli è anche il profondo affetto per Le poesie di Geppe di Gino Custer De Nobili, pubblicate nel 1906 e divenute un riferimento della cultura vernacolare lucchese.
Marco Nicolosi è impegnato fin da bambino nel teatro popolare e folkloristico. Autore di zingaresche, le composizioni tradizionali del Compitese, è tornato a dedicarsi al vernacolo nel 2011, dando vita a un intenso sodalizio artistico con la compagnia La Combriccola, per la quale ha scritto numerose commedie originali.
Domenico Bertuccelli, conosciuto come "Gavorchio", è considerato tra gli eredi della tradizione vernacolare che ha avuto tra i suoi esponenti Adelfonso Nieri e Cesare Viviani. Ricercatore, interprete e autore di commedie e performance, ha contribuito a recuperare la parlata della campagna e le antiche tradizioni lucchesi. Alla passione per il vernacolo affianca quella per la fotografia e per la storia del territorio.
Giovanni Giangrandi, espressione di "Lucca drento", ha invece conosciuto fin dall'infanzia il linguaggio rustico degli zii contadini. Da quei ricordi è nato nel 2013 il Vernacolario lucchese. La curiosità per la città, la sua storia e i suoi abitanti lo ha inoltre portato a pubblicare diversi lavori dedicati all'arte e alle tradizioni locali, spesso attraversati da una vena goliardica e irriverente.
L'ingresso è libero. Si accede al chiostro da via della Cavallerizza.



