Non soltanto lo scrittore del fantastico, delle visioni e delle inquietudini che hanno segnato la letteratura europea. Ernst Theodor Amadeus Hoffmann fu anche compositore, direttore d'orchestra, uomo di teatro e soprattutto uno dei critici musicali più originali del suo tempo, capace di riconoscere nella musica di Beethoven qualcosa che stava cambiando profondamente il modo stesso di intendere l'arte.
È da questo Hoffmann meno conosciuto che prende le mosse La più romantica di tutte le arti. Hoffmann e Beethoven nei loro anniversari, l'incontro in programma venerdì (2 ottobre) alle 17 alla Biblioteca Statale di Lucca, promosso dal Centro studi Luigi Boccherini nel 250esimo anniversario della nascita dello scrittore tedesco e alla vigilia del bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, che cadrà nel 2027.
Al centro del pomeriggio ci sarà la presentazione di Gli scritti sulla musica, volume pubblicato da L'Orma editore nel 2025, curato e tradotto da Marco Mangani, professore di musicologia e storia della musica all'Università di Firenze e presidente del Centro studi Luigi Boccherini. Un'opera importante anche dal punto di vista editoriale: raccoglie infatti per la prima volta in italiano, in traduzione integrale, l'insieme degli scritti musicali di Hoffmann. Per l'occasione la Biblioteca esporrà alcune delle prime traduzioni in lingua italiana delle opere dell'autore, con esemplari editi a partire dagli anni Trenta del Novecento.
Dopo i saluti della direttrice della Biblioteca Statale, Maria Sabrina La Pusata, a dialogare sul libro saranno Matteo Galli, professore di Letteratura tedesca all'Università di Firenze e direttore della collana Hoffmanniana de L'Orma editore, e lo stesso Mangani. Modererà l'incontro Elisa Tambellini.
Il volume raccoglie saggi, recensioni, dialoghi, racconti e cronache in cui Hoffmann unisce analisi musicale e immaginazione letteraria. Al centro c'è l'idea della musica strumentale come arte capace di esprimere ciò che le parole non riescono a dire, aprendo a una dimensione di inquietudine, desiderio e infinito. È soprattutto Beethoven a incarnare questa concezione. Nelle celebri recensioni delle sue opere, a partire da quella sulla Quinta Sinfonia, Hoffmann intreccia analisi tecnica ed esperienza dell'ascolto, contribuendo in modo decisivo alla nascita dell'immagine romantica del compositore.
Accanto a Beethoven emerge anche Mozart, altro riferimento fondamentale nell'universo hoffmanniano. E proprio Mozart e Beethoven saranno protagonisti anche della parte musicale del pomeriggio, affidata al Trio d'ance de La Filharmonie, con Leonardo Bulli all'oboe, Iacopo Carosella al clarinetto e Filippo Riccucci al fagotto.
Il programma, alternato al dialogo, si aprirà con il primo movimento del Divertimento n. 2 in si bemolle maggiore K. Anh. 229 di Wolfgang Amadeus Mozart, seguito dal primo movimento del Trio in do maggiore op. 87 di Beethoven. A chiudere saranno ancora Beethoven e Mozart insieme, con le Variazioni WoO 28 sul tema "Là ci darem la mano", il celebre duetto del Don Giovanni. Un programma che traduce dunque in ascolto concreto alcuni dei nomi e dei problemi estetici attraversati dalle pagine di Hoffmann.
L'appuntamento segna anche l'avvio di una nuova collaborazione fra il Centro studi Luigi Boccherini e la Biblioteca Statale di Lucca, con l'intenzione di sviluppare nel tempo altre occasioni dedicate allo studio, alla divulgazione e all'ascolto musicale.
L'incontro si terrà al terzo piano della Biblioteca Statale di Lucca, in via Santa Maria Corteorlandini 12. La sala è raggiungibile sia dallo scalone principale sia con l'ascensore, accessibile dal cortile sulla destra rispetto all'ingresso principale.



