Con l’arrivo della primavera e dei mesi più caldi, le passeggiate all’aperto diventano un momento di svago tanto atteso dai cani e dai loro padroni. Ma è proprio in questa stagione che si nasconde un pericolo silenzioso e sottovalutato: i forasacchi. Queste piccole spighette secche, appuntite e apparentemente innocue, possono causare gravi problemi di salute ai nostri amici a quattro zampe. A tal proposito, ci siamo rivolti ad un esperto in materia, il dottor Alessandro Bianchi, Medico Veterinario e Direttore Sanitario della Clinica Veterinaria S. Jacopo di Altopascio.
Cosa sono esattamente i forasacchi e perché spaventano tanto i proprietari di cani?
"I forasacchi sono le spighe secche di alcune graminacee selvatiche, come l’orzo e l’avena. Il pericolo risiede nella loro struttura. Una volta secchi, diventano affusolati e appuntiti, dotati di minuscole zigrinature rivolte all'indietro. Questa conformazione permette alla spiga di avanzare in una sola direzione. Una volta che si ancora al pelo, la spiga non torna più indietro. Al contrario, con il movimento del cane, continua a penetrare nella cute o nelle cavità naturali, raggiungendo spesso i tessuti profondi”.
Quali sono i rischi reali per la salute del cane se non si interviene subito?
"Non è solo un fastidio superficiale. Un forasacco può causare processi infiammatori gravi, ascessi, fistole e infezioni. Se trascurato, il corpo estraneo può migrare fino a colpire gli organi interni, portando a complicazioni che possono richiedere interventi chirurgici complessi”.
In quali zone e in quali periodi dobbiamo stare più attenti?
"Il periodo critico va dalla primavera alla fine dell’estate. Le zone a rischio sono i campi incolti, il margine stradale e persino i parchi cittadini, se l'erba non è ben tagliata. Le parti del corpo più esposte sono quelle a contatto col terreno, come le orecchie, il naso, gli occhi, le zampe (o meglio, gli spazi interdigitali) e la zona perianale”.
Parliamo degli occhi: come facciamo a capire se il cane ne ha uno e cosa rischia?
"Il forasacco si inserisce spesso dietro la terza palpebra. Noterete lacrimazione intensa, dolore e il cane che cerca di grattarsi. Se non rimosso dal veterinario, può causare cheratiti o, nei casi peggiori, la perdita dell'occhio”.
Il naso sembra essere una delle zone più delicate. Quali sono i segnali d'allarme?
"I sintomi sono improvvisi e violenti. Il cane inizia a starnutire ripetutamente, scuote la testa o strofina il muso per terra. C'è un rischio enorme se la spiga viene inalata profondamente, perché può finire nei bronchi o nei polmoni, creando ascessi anche a distanza di mesi. Se notate tosse secca o difficoltà respiratorie dopo una passeggiata, correte dal veterinario, spesso serve un'estrazione in anestesia generale."
E per quanto riguarda le zampe?
"Nei cani a pelo lungo, i forasacchi si infilano tra le dita e risalgono lungo i tendini. Questo causa ascessi molto dolorosi e zoppia. In questi casi la rimozione può essere complicata e richiedere antibiotici o chirurgia”.
Le orecchie sono un altro "bersaglio" classico. Cosa non bisogna assolutamente fare in questi casi?
"Se il cane tiene la testa inclinata e la scuote forte, probabilmente ha un forasacco nel condotto uditivo. Un errore gravissimo è usare olio, cotone o acqua ossigenata, perché questi rimedi "fai-da-te" peggiorano solo la situazione. Il rischio è la perforazione del timpano o gravi otiti. Solo il veterinario deve intervenire”.
Un ultimo consiglio per i proprietari?
"Non aspettate. Se vedete sintomi anomali, anche se sembrano attenuarsi dopo un giorno, non significa che il problema sia sparito. Il forasacco potrebbe essersi solo spostato più in profondità. Una visita tempestiva può risolvere in pochi minuti un problema che, altrimenti, diventerebbe un grave problema per il cane e per un eventuale intervento medico efficace e risolutivo”.
Prevenzione e Consigli Pratici:
- Controllo post-passeggiata: ispezionare sempre zampe, orecchie e muso al ritorno a casa.
- Toelettatura: nei mesi caldi, è bene tenere corto il pelo nelle zone critiche (orecchie e tra le dita).
- Scelta dei percorsi: evitare le aree con erba alta e secca.



