Volto a riscoprire le origini delle opere di uno dei più celebri stilisti della moda internazionale, il Teatro del Giglio Giacomo Puccini ha inaugurato, oggi venerdì 29 maggio, la mostra “Archivio Giorgio Armani” in occasione dell’inizio di Lucca Fashion Weekend. Tale esposizione propone un viaggio alle origini del percorso creativo dello stilista, muovendosi tra schizzi, disegni, campioni di tessuto e materiali che raccontano la nascita degli abiti destinati ad essere tra i più influenti capi di abbigliamento del panorama mondiale. L’inaugurazione ha certamente preso il via con il tradizionale taglio del nastro, al quale hanno partecipato il sindaco Mario Pardini, gli assessori Paola Granucci e Remo Santini, la curatrice della mostra Martina Bacci di Capaci, la direttrice di Lucca Fashion Weekend Beatrice Taccini e l’amministratore unico del Teatro del Giglio Angelo Lazzarini. “L’evento di Lucca Fashion Weekend - ha dichiarato il sindaco Pardini - ogni anno cresce e coinvolge sempre di più la città attraverso nomi sempre più importanti. Inaugurare una mostra dedicata a Giorgio Armani, ovviamente, è qualcosa di molto prestigioso”. Ad assistere alla cerimonia di inaugurazione erano presenti anche alcune classi dell’istituto professionale Matteo Civitali. “Siamo veramente orgogliosi - ha dichiarato l’assessore Paola Granucci - di iniziare questa nuova edizione di Lucca Fashion Weekend con il taglio del nastro di questa importante esibizione, che rimarrà al Teatro del Giglio fino al 14 giugno. L’esposizione è stata concessa in prestito dall’Università di Parma, che ha ricevuto direttamente dal Fondo Giorgio Armani 8.000 bozzetti originali, dai quali sono stati poi selezionati circa 50 schizzi. E’ una mostra molto prestigiosa, che dà lustro alla manifestazione in ricordo dello stilista che è stato il re della moda a livello mondiale”. Il percorso espositivo accompagna i visitatori attraverso gli anni fondamentali compresi tra il 1975 e 1980, documentando l’evoluzione di un linguaggio estetico che ha rivoluzionato il concetto stesso di eleganza. La mostra esibisce dettagli particolari ed interessanti, come le stoffe che venivano utilizzate ed il nome dei modelli che avrebbero indossato l’abito durante la sfilata. Per quanto riguarda le forme degli vesiti, essi vengono sempre più destrutturati, resi morbidi ed attuali per tutte le epoche. “La mostra, per me, è stata una bellissima scoperta delle creazioni fatte e firmate proprio da Giorgio Armani - ci ha detto Martina Bacci di Capaci, curatrice dell’esposizione - che non nascono come opere d’arte, ma come strumenti di lavoro per poi realizzare i vestiti. Una parte che mi ha interessato tantissimo è quella legata al cinema, con il ricordo dei film “American Gigolò” e “Io e Annie”, che sono due dei prodotti cinematografici per i quali Armani è stato importantissimo per la realizzazione degli abiti, e dove si vede e si afferma la giacca destrutturata sia per uomo che per donna, simbolo della sua capacità di superare gli schemi tradizionali dell’epoca”.



