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Mercoledì 17 Giugno 2026
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Scritto da Redazione
Cronaca
17 Giugno 2026

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Nella splendida cornice della piazzetta di Capri, il Museo del Centro Caprense Ignazio Cerio, ospita la personale della scultrice italo-spagnola - che vive e lavora a Pietrasanta, Valentina Lucarini Orejon"Isola Sacra - Ex Voto Mediterranei" in collaborazione con Liquid art system di Franco Senesi, con testo critico di Alessandro Romanini.

L'inaugurazione ufficiale è prevista per mercoledì 1 luglio alle ore 19, alla presenza dell'artista.

La mostra, che risulta già allestita all'interno degli spazi museali, sarà visitabile fino al 21 luglio 2026, salvo ulteriori proroghe, ed è compresa nel prezzo del biglietto d'ingresso del Museo. 

Isola Sacra. Ex Voto Mediterranei è un progetto site-specific in dialogo con la Wunderkammer naturalistica del Museo Cerio.

Le sculture in bronzo a cera persa di Valentina Lucarini Orejon portano a Capri un ciclo di ex-voto contemporanei: cuori sacri, occhi, mani anatomiche incisi nella cera prima della fusione, che il bronzo conserva come palinsesti della devozione mediterranea.

Come la stessa Orejon dichiara: "Lavoro la materia in cui il sacro prende corpo. Devozione e abbandono. Intimità e materia che resta. Antropologia vissuta. Animismo laico, italiano e spagnolo. Il corpo come archivio, la materia come memoria."

La nota scultrice che vive e lavora in Toscana, a Pietrasanta,  nella sua continua ricerca artistica sulla reliquia e sugli ex voto, presenta in esposizione una nuova serie di 9 sculture che dialogano con il "piccolo scrigno" del Centro Caprense Ignazio Cerio, tutte realizzate in collaborazione con la Fonderia Artistica Versiliese.

Ex Voto, Memento Mori Blu e Reliquiario Palinsesto i nomi evocativi che l'artista ha attribuito alle sue creazioni, che nella matericità del bronzo rappresentano, in maniera estremamente realistica,  parti anatomiche umane e organiche.

Così si è espresso Alessandro Romanini nel suo testo critico:  "L'opera dell'artista, letta in una chiave diacronica, assomiglia a un meditato, incessante e macroscopico sforzo di saldare due dimensioni, due universi, separati temporalmente, materialmente, tecnicamente e anche a livello concettuale in alcuni casi.

Un chirurgico e sistematico lavoro di analisi, recupero, saldatura di universi, memorie e sensazioni, trovati nella materia e fatti rinascere dalla materia.

Come dire, le dimensioni più immateriali come ricordi, senso del sacro, sensazioni, tradotte e riportate in vita attraverso incisione e fusione, la volatilità del di-segno, la fragilità della cera e atomi condensati in materia solida e consistente come il bronzo.

L'importanza per l'umanità dell'emozione, della stupefazione, anteposta nella morale del libro addirittura all'immortalità, si allinea alla sua opera scultorea.

Tutta l'operatività poetica e tecnica di Lucarini Orejon sembra ruotare intorno al concetto di reliquia, affrancata dall'accezione religiosa e intesa come operazione di ricostruzione materiale di una presenza, che era divenuta assenza, ma immanente.

Questa processualità dettagliatamente progettata dall'artista, si svolge nell'ambito di un'ampia geografia umana, elaborando strategie di indagine nell'archeologia emotiva, che traduce materialmente la memoria in solido e lucente bronzo.

L'artista toscana quindi, non appartiene a quel genere di creativi che considerano l'attività artistica come procedimento taumaturgico — che crea dal nulla — ma come potente strumento in grado di far emergere ciò che c'era già dentro la materia, e che si trasforma, evolve nel corso dei passaggi chimici e materici.

Un processo che si sostanzia di varie fasi, quella dell'indagine attraverso un'analisi in profondità a cui si abbina un processo di rielaborazione grafica incisoria, completate dall'emersione dell'elemento votivo, mnemonico e della sua ostensione al pubblico nella nuova forma contemporanea.

Un'emozione che, nelle opere esposte al Museo Cerio di Capri, viene trasposta e fisicamente portata dal mondo della memoria, delle sensazioni, in quello fisico e tecnico del bronzo e della scultura."

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