Non dobbiamo meravigliarci se Dio ci ha fatto diversi. È, indubbiamente, una ricchezza, ed è così, grazie a questa scelta, che possono nascere i geni, gli uomini appunto eccezionali, non comuni.
Ma qualche volta è lecito dolersene.
A me è capitato più di una volta allorché mi sono trovato a parcheggiare la mia auto.
Quando ci sono gli stalli, di solito tutto va liscio salvo che qualcuno non parcheggi sulla striscia che divide due stalli, e così ne occupa due malamente.
Ma c’è anche questo caso, e mi è capitato al parcheggio di un supermercato. Cercavo posto e l’ho trovato, ma con un inconveniente. C’era uno stallo vuoto, pronto a ricevermi, ma davanti in orizzontale c’era una macchina che stava facendo i suoi comodi. L’autista era fuori della sua macchina e stava conversando con un altro. Mi metto lì in attesa, Ma nulla, quello mi guarda e continua a chiacchierare. Mi assale la rabbia: Ma come non ti accorgi – mi dico - che ostacoli un posto libero e che qualcuno attende di infilarcisi? Aspetto. Non cambia nulla, finché sono costretto a suonare il clacson e a lasciagli capire con un cenno con la mano che desidero occupare lo stallo che lui ostruisce con la sua auto. Mi guarda, ma sta lì, poi sale, e mica parte subito, indugia, staziona. Capisco che vuole farmi indispettire, e attendo con pazienza, finché se ne va ed io posso occupare il posto.
Qualche volta uno di questi casi mi capita sul sagrato della chiesa di Fagnano, dove ogni sabato sera ci rechiamo per ascoltare la messa prefestiva. La domenica mi piace stare a letto. E lì che succede? Che qualche volta, invece di parcheggiare l’auto a pettine, o comunque verticalmente, qualche macchina (di solito due perché sono sufficienti ad occupare tutto lo spazio) parcheggia orizzontalmente al marciapiede. Occupando così, nel mio caso, almeno cinque posti a pettine. Di modo che gli altri, come il sottoscritto, sono costretti ad andare a parcheggiare nel campo di fronte. Poco male, perché in ogni caso si riesce a parcheggiare. Ma qual è il problema che non mi dà pace ogni volta che mi trovo a vivere casi come questi? È che mi domando come ha fatto Dio a creare questi esseri dall’intelligenza corrotta, quasi liquefatta. Ha fatto qualche sbaglio nel modellarli e inviarli qui sulla terra a farci compagnia? Lo ha voluto apposta per farci un tranello, metterci in tentazione?
Mia moglie, che mi è seduta accanto, fa di tutto per calmarmi, ma non ce la faccio proprio. Certe intelligenze, minime, ridotte, non le sopporto. Sono un fascista? Sono un nazista? No! Sono, e continuerò ad esserlo, una persona normale, di quelle che Dio ha fatto, sì, in modo diverso dalle altre ma con un po’ di sale nella zucca. Solo un poco, ma bastante.
Parcheggiare l’auto da deficienti
Scritto da Bartolomeo Di Monaco
Cronaca
10 Settembre 2026
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