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Martedì 3 Marzo 2026
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Scritto da Redazione
Cronaca
03 Marzo 2026

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Studiano meglio perché arrivano più facilmente alla laurea, ma continuano ad essere svantaggiate nel lavoro, dato che ha un'occupazione solo il 60,3% delle donne lucchesi contro il 72,4% degli uomini. E anche a Palazzo Orsetti, dove pure costituiscono quasi i due terzi dei lavoratori (i 63,3% dei 539 dipendenti), ma si fermano al 27,3% fra i dirigenti. 

Non solo, pure la percezione d'insicurezza nella componente femminile è ben più marcata: solo il 48% delle donne, infatti, si sente sicura a camminare da sola la sera contro il 66,7% degli uomini.  

E' diversa la città se guardata con occhi femminili o maschili, una diversità di sguardi che emerge chiaramente dal bilancio di genere del Comune di Lucca, uno dei tre (gli altri due hanno riguardato Villa Collemandina e San Romano in Garfagnana) realizzati nel 2025 nell'ambito di "Alla Pari", il progetto triennale promosso dalla Provincia di Lucca, per il quale l'ente di Palazzo Ducale ha vinto un bando della Regione Toscana che lo ha così finanziato e finalizzato al contrasto della violenza di genere e alla promozione della parità tra donne e uomini. 

Lo ha spiegato chiaramente la dottoressa Giovanna Badalassi, esperta e curatrice dei bilanci di genere dei Comuni coinvolti nel progetto, stamani (martedì 3 marzo) a Palazzo Ducale, in occasione di una mattinata di studio e approfondimento pensata proprio per tirare le somme del primo anno di attività e tracciare il percorso per i prossimi due.  

Ponendo sul tavolo pure un'altra criticità, evidente tanto a Lucca quanto nell'intero territorio provinciale, legata ai compiti di cura: «ogni 100 donne fra i 15 e i 49 anni ci sono 16,2 bambini con meno di 4 anni, mentre il rapporto fra la donne fra i 50 e i 64 anni e gli "over 80" raggiunge il 70,3%, numeri in linea con le medie riferite all'intero territorio lucchese, pari rispettivamente, al 15,9% nel primo caso e al 69,3% nel secondo»,  ha spiegato Badalassi. 

Per dire sostanzialmente una cosa: «Questi dati, insieme alla maggiore longevità femminile, rafforzano il ruolo delle donne come principali caregivers familiari». Sono ancora loro, insomma, a farsi carico  delle persone più fragili dei nuclei familiari. 

Beninteso, non è certo solo un problema lucchese e nemmeno prettamente urbano. Anzi, a Lucca si sta bene: lo dice il 90,2% delle donne intervistate che esprime un giudizio positivo sulla qualità della vita in città. Anche più degli uomini (sia pure di poco) che si fermano all'87,2%.  

E' una questione che attraversa longitudinalmente tutta l'Italia e interessa pure, e neppure poco, le aree rurali. Villa Collemandina, ad esempio, piccolo comune della Garfagnana con 1.328 abitanti all'ombra della Pania di Corfino. Anche qui il gap occupazionale è evidente: «Le donne presentano tassi di occupazione più bassi (55,9% contro il 66,1%) e una maggiore inattività dovuta al lavoro familiare delle casalinghe (19,5 contro 2,2%)» si legge nel bilancio di genere. 

Da quelle parti, più che altrove, anche la mobilità è una questione di genere. Emblematico il caso di San Romano in Garfagnana: «Nel 2019 - si legge nel bilancio di genere di questo piccolo Comune - si spostava per studio o per lavoro il 57,7% degli uomini contro il 50,8% delle donne e, con riferimento alla mobilità per motivi di lavoro, il divario è ancora più evidente visto per la  componente femminile si ferma al 33,4% contro i 42% di quella maschile». 

A questo servono i bilanci di genere, a leggere i territori, le politiche e i bilanci pubblici «a partire da un insieme di processi e di metodologie che valuta l'impatto delle politiche economiche su uomini e donne, in un'ottica di genere», ha spiegato Giovanna Badalassi. 

E, ovviamente, anche per cambiarle in direzione di una maggiore equità di genere. «Per questo, però, serve un cambio di passo culturale - ha sottolineato l'assessora regionale con delega alle pari opportunità Cristina Manetti nel messaggio inviato ai partecipanti — che può essere sostenuto e accompagnato da progetti come "Alla Pari" andando nelle scuole per incontrare i ragazzi per riflettere sulle relazioni, i sentimenti, la gestione delle emozioni e anche come si sta e come si cresce in un mondo più paritario». 

E' il secondo pilastro di "Alla Pari", quello che coinvolge direttamente scuole, studenti e insegnanti del territorio: nel 2025 sono state 22 le proposte formative rivolte agli istituti di ogni ordine e grado (docenti inclusi) elaborate dalle realtà del territorio. 

Un catalogo ampio tanto quanto una provincia intera. Perché ai laboratori hanno aderito più di trenta classi di 6 istituti comprensivi e 7 secondarie di 2° grado per un totale di circa 500 alunni e studenti (a cui vanno aggiunti pure i docenti che hanno partecipato ai percorsi loro dedicati). 

«Ma nel 2026 saranno ancora di più - ha annunciato la consulente per le Pari opportunità della Provincia di Lucca, Maria Teresa Leone -: prevediamo circa 800 studenti partecipanti, in buona parte provenienti dagli istituti comprensivi del territorio, un aspetto importante dato che fra i più piccoli pregiudizi e stereotipi non hanno ancora attecchito». 

"Alla pari" è anche la storia, ancora in buona parte da scrivere, di un'alleanza, coordinata dall'ufficio per le Pari opportunità della Provincia di Lucca, sostenuta anche finanziariamente dalla Regione e che vede lavorare fianco a fianco le associazioni del territorio ("Woman to be", "La città delle donne" e Aedo nonché i centri antiviolenza "Luna", "Non ti scordar di te" e "Casa delle Donne" di Viareggio), il mondo della scuola, esperti come Giovanna Badalassi, e gli enti locali impegnati nella costruzione dei bilanci sociali: dopo Lucca, Villa Collemandina e San Romano in Garfagnana, quest'anno sarà la volta di Capannori, Massarosa e Camaiore e nel 2027 di Barga, Coreglia Antelminelli e della Provincia di Lucca.

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