Nacquero per difendere Lucca, quando nel XVI secolo c'era tanta paura di essere attaccati dalle città vicine, soprattutto da Pisa, ma anche da Firenze.
Sono alte 12 metri e hanno un circuito di 4.223 metri.
Alla fine di agosto del 2026, esattamente sabato 22, l'attuale Amministrazione ha voluto battere il record dell'infiorata, detenuto dalla città messicana di Huamantla, dove il 14 agosto 2022 aveva raggiunto 3.939,53 metri. Ce l'abbiamo fatta, anche se molti l'hanno criticata perché è stata una infiorata a sbalzi, con spazi, cioè, senza fiori. Ma i disegni erano tutti belli e i lucchesi se li sono potuti godere.
Oggi le Mura di Lucca sono conosciute e famose in tutto il mondo. Non ce ne sono di eguali, belle e imponenti. Sono contornate di alberi di varia specie e, salvo che nell'inverno quando sono senza foglie, dànno al frequentatore bellezza, frescura e riposo. Ci sono delle panchine per fare delle gradevoli soste, ed io quante volte mi ci sono seduto per godermi quei momenti. Di solito preferivo la panchina davanti al laghetto di Lucida Mansi, dove la leggenda vuole che la nobildonna, nota per la sua bellezza, sia precipita all'inferno condottavi su di un carro infuocato guidato nientemeno che dal demonio. Guardando il laghetto, pensavo sempre alla leggenda. Sopra l'orto botanico, dove si trova il laghetto, volteggiano sempre degli uccelli che con il loro volo rendono allegra l'atmosfera. Passeggiare sulle Mura di Lucca è un privilegio. Il turista che visiti la città e non sale sulle Mura compie un atto sacrilego. Salga dove vuole, approfittando delle "discesine" asfaltate o di una delle scalette disseminate sui poggi tutt'intorno, ma vada a goderselo il miracolo. E magari vada anche a prendersi un caffè in qualcuno dei locali che si sono aperti nei baluardi, fra i quali quello dell'Antico Caffè delle Mura, che però sta subendo da qualche anno qualche travaglio. Ma lo si deve a tutti i costi sistemare e riaprire. Come del resto si deve agire con l'altro Caffè, più famoso, il Caffè Di Simo, che si trova in via Fillungo, la strada principe dei lucchesi dove la sera si svolge la passeggiata, ossia "lo struscio", ed è lì che incontrai mia moglie Raffaella, proprio davanti ad un negozio di fiori, che si trovava in principio della strada. Il Caffè Di Simo rappresenta molta storia di Lucca.
Ormai chiuso in casa, le frequento poco o nulla, ma le ho qui nella mia mente, ancora calde e suggestive, le passeggiate che vi ho compiuto. Non ci crederete, ma da studente facevo più volte il suo perimetro in bicicletta guidando senza le mani sul manubrio, giacché con esse tenevo aperto il libro che stavo studiando per la lezione a scuola dell'indomani. Non sono mai caduto, né ho investito qualcuno, nonostante si possa pensare che leggendo il libro mi potessi distrarre dalla guida. Ero bravo.
Le mamme vi portano ancora oggi i loro bambini tenuti per mano o nella carrozzina, e frequentano soprattutto il tratto davanti alla stazione ferroviaria, dove il sole è più generoso. I baluardi sono tutti arricchiti di panchine per la sosta, in modo che si possa riposare, ma anche leggere in pace il giornale o un libro. Io lo facevo sedendomi su di una delle panchine collocate dove si erige il monumento al nostro musicista Alfredo Catalani, che era bravo quanto Puccini, ma morì troppo presto.
Tra le leggende che ho creato e che si trovano nel mio libro "Lucchesia bella e misteriosa. Storie e leggende" (sono 50) ne trovate una che è dedicata proprio alle Mura di Lucca e ne immagina fantasticamente l'origine, prima piccole piccole, poi sempre più grandi. Vi incontrerete anche la donna che Venere e Apollo dichiararono la più bella del mondo, Lavinia. La dovevano portare da Giove per il suo spasso. Ma Lavinia rifiutò e per difenderla da Marte inviato a vincerne con le armi la resistenza, i cittadini e la centuria romana, che vi si trovava di stanza, si schierarono a difenderla, costruendo anche, intorno alla sua casa e a quelle vicine, una cinta muraria, ossia quella che nei secoli, sviluppo dopo sviluppo, è diventata la cinta muraria più bella e famosa nel mondo. Giove ci rimase male e ho scritto "E così, mentre a Lucca si festeggiava la splendida vittoria conseguita dalla città, Giove scoppiava in un pianto dirotto, vedendosi costretto a rinunciare ormai per sempre alla bella Lavinia.
Di quel pianto resta ancora oggi il ricordo.
Qualcuno infatti sostiene che quelle lacrime caddero proprio nel territorio lucchese e formarono i due laghetti che ancora si possono ammirare: l'uno ha nome Sibolla e l'altro Massaciuccoli.



