Si chiama Michela Nelli, ha 42 anni, abita a Fiano di Pescaglia e ha due figli. Lavora come impiegata a Marlia. Come tutti, prima o poi, una volta ne,la vita e forse anche di più, si è resa conto di attraversare un brutto periodo e, con l'intento di vedere chiaro dentro se stessa, ha pensato bene di intraprendere un'avventura che non tutti farebbero e, per di più, in solitaria. E' partita da Lucca alla volta di Porto in Portogallo e, da qui, in solitudine, si è messa in cammino per raggiungere Santiago di Compostela, meta di pellegrinaggi. Michela Nelli racconta il perché e il percome di questo lungo viaggio attraverso se stessa.
MIchela sei tornata da poco da Santiago di Compostela. Un viaggio spirituale affascinante che hai sentito il bisogno di affrontare in solitudine durante un periodo critico della tua vita. Perché sei partita e perché da sola?
Sono partita perché era un mio periodo nero e il Cammino è stato un po' come ricevere una chiamata.Il Cammino mi ha scelto e io non ci ho pensato due volte e ho deciso di partire. In solitudine perché dovevo ritrovare me stessa, la me stessa che avevo perso da qualche anno.
Eri in fuga da qualcosa o da qualcuno o alla ricerca di qualcosa e di qualcuno?
Io più che altro ero in fuga da me stessa perché quello che ero diventata non mi piaceva più e avevo l'esigenza di capire dove ero andata a finire e di ritrovarmi e allontanarmi dalla famiglia, dagli amici, dal lavoro.
Quand'è che è iniziato il viaggio?
Il viaggio inizia quando il Cammino ti sceglie, quindi da qualche mese, a ottobre 2025. Ad aprile è cominciato il viaggio vero e proprio. Il 7 aprile sono partita da Porto a piedi ho fatto 13 tappe per complessivi 350 chilometri, dormendo in ostelli e mangiando quello che c'era. Ho incontrato tanti pellegrini con i quali ho legato. Era la mia prima volta di un viaggio da sola. E' stato bellissimo, mi sono confrontata con tante realtà. I pellegrini che ho incontrato, comunque, mi ascoltavano senza pregiudizi e ti consigliavano in maniera spassionata. E' lì che capisci veramente quello che è giusto fare per te. Voler bene prima a se stessi è fondamentale perché se ti vuoi bene prima per te riesci anche a comunicare un senso dis erenità e amore agli altri.
Incidenti di percorso?
Sì, mi sono persa tante volte.
Ma come si orientava?
Un po' con il telefono e un po' con i segnali stradali. Però molte volte mi sono persa e ho capito che anche perdersi è bello perché perdendomi ho trovato pellegrini bravissimi e posti meravigliosi. Anche nella vita, a volte perdersi può essere una cosa positiva per ritrovarsi migliori.
Che cosa le ha lasciato alla fine questo viaggio?
Il Cammino non è mai finito. Sono tornata a casa ma il Cammino non è finito perché quando torni, comunque, il Cammino ti manca. Appena rientri alla vita normale capisci che io ero cambiata, ma tutto il resto era rimasto uguale. Quindi è difficile all'inizio ripartire con la vita normale. Torni come persona diversa e non ritornerai più quella di prima, non accetterai più tante cose e hai la volontà di voler stare bene e apprezzi di più le cose che prima non apprezzavi.
Che cosa ha provato quando è arrivata davanti alla cattedrale?
Ho provato un senso di pace e una profonda soddisfazione per avercela fatta. In tanti pensavano che non ce l'avrei fatta, invece è andata come volevo io. Cion la calma e la pazienza sono arrivata a destinazione. Questa sarà la mia filosofia di vita.



