Il sold-out al concerto spettacolo STABAT MATER, Sulle tracce di Pergolesi firmato Paola Massoni è stato già di per sé un successo per l’Accademia Kalliope, ma ciò che è stato offerto alla Casa del Boia sabato scorso, è stata davvero un’esperienza notevole che non ha disatteso le alte aspettative del pubblico.
La composizione sacra di Giovanni Battista Pergolesi è un capolavoro della musica di tutti i tempi, ma questo non basta a fare di un appuntamento un evento riuscito; ci vogliono eccellenti musicisti che sappiano porgere questo repertorio, con unione di intenti, grande maestria strumentale e soprattutto vocale. Il soprano e il mezzosoprano affrontano duetti e arie di grande levatura tecnica e interpretativa; il mezzosoprano, muovendosi in una tessitura medio grave, il soprano invece cavalcando passaggi arditi con grandi escursioni dinamiche che richiedono in entrambi i casi tenuta di suono, agilità, capacità espressiva in grado di restituire l’afflato spirituale del testo.
Tutti questi ingredienti sabato 16 maggio c’erano: il soprano Paola Massoni e il mezzosoprano Sara Bacchelli hanno incantato il pubblico insieme al Quintetto Kalliope (Francesco di Cuonzo e Valeria Barsanti, violino, Tommaso Valenti, viola, Roberto Presepi, violoncello e Tiziano Mangani, organo) e i presenti sono rimasti rapiti e commossi dall’atmosfera in cui si sono sentiti immersi.
Ma ad amplificare l’emozione comunicata dalla musica c’era anche altro: un frate arrivato dal convento di Pozzuoli per rivelare l’ultimo segreto ricevuto dalle mani dello stesso Pergolesi, ben interpretato da Marco Di Stefano, e immagini di arte sacra classica della pietà di Cristo proiettate sulle mura della cannoniera, sapientemente alternate a immagini del dolore contemporaneo: madri e padri di guerra, un’umanità in preda alla violenza, alla solitudine, alla disperazione, dilaniata dai silenziosi orrori del nostro tempo artificiale.
Commenta Laura Soletti presente all’evento: «Paola Massoni ha esaltato il valore universale e permanente di una composizione settecentesca già di per sé pilastro della storia della musica, non solo sacra. Anzi, l’intrusione visiva di immagini del presente nel flusso della proiezione ha accresciuto la Sequenza di probabile matrice francescana della sacralità della persona umana, di ciascuna persona, senza distinzione alcuna, in quanto portatrice di quegli “inviolabili” diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata dall’ONU dopo l’orrore di due Guerre Mondiali, che oggi, nella “Terza Guerra mondiale a pezzi”, sono invece continuamente e sempre più disprezzati e calpestati a livello internazionale e sociale. C’è davvero da augurarsi che la parte finale dello Stabat Mater metta in moto riflessioni sul dolore derivato dai conflitti del nostro tempo e, di conseguenza, le "tracce di Pergolesi" portino a scelte per cui “cannoniera” e “Casa del boia” - elementi scenici efficacissimi nella loro dimensione storico-architettonica - scompaiano prima possibile dal discorso geo-politico attuale, insieme ai loro rispettivi campi semantici. Ancora applausi e un grazie a tutti gli artisti e uno speciale, da ex insegnante, a Paola Massoni»
Pubblico numerosissimo proveniente da varie città della Toscana e molti turisti stranieri hanno enormemente apprezzato questo momento unico, curato nei minimi dettagli, come è nello stile di Paola Massoni che, da anni alla direzione dell’Accademia della Voce Artistica, Kalliope, è nota per la sua ricerca artistica che fonde canto, letteratura e teatro, utilizzando la musica classica come strumento di narrazione sociale.



