Iniziati nell'estate del 2025, i lavori hanno riguardato per prima cosa il rifacimento della parte nord del tetto della chiesa, che rischiava di collassare a causa del deterioramento delle travi di appoggio. In autunno poi è iniziato il lavoro di restauro della navata che ha riportato all'antico splendore i decori pittorici del noto artista lucchese Michele Marcucci e gli stucchi settecenteschi. La chiesa è stata poi dotata di un nuovo impianto di illuminazione, più efficiente del precedente, che valorizza perfettamente la grazia dell'edificio.
«Oggi si avvera un sogno per il paese di San Cassiano che da sempre dimostra un grande amore per la sua chiesa – afferma il parroco don Giovanni Michelotti - Un amore che la gente di qui ha lungamente e intensamente condiviso con il mio predecessore, monsignor Ilario Bartolomei, a cui si devono i precedenti importanti interventi di valorizzazione. Questa giornata evidenzia la presenza di una comunità viva che con il passare del tempo non ha perso la propria identità».
Dopo anni di valutazioni, grazie ai collaboratori della parrocchia che hanno curato tutti gli aspetti burocratici, il considerevole contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha permesso di dare gambe a un progetto che complessivamente ammonta a poco meno di 285mila euro. L'ente di San Micheletto ha contribuito con 100mila euro; le casse della parrocchia hanno ne hanno coperti 50mila e poi è stato acceso un mutuo decennale per altri 120mila euro. I lavori edili sono stati realizzati dalla ditta Giannecchini; il lavoro di restauro della volta è stato curato dalla ditta Moretti mentre l'impianto elettrico è stato realizzato dalla ditta Torre. I lavori sono stati diretti dall'architetto Roberto Doria che aveva già seguito la prima parte dei lavori, circa venti anni fa.
«Oltre a chi ha materialmente eseguito i lavori, - conclude don Michelotti - in questi mesi è stato fondamentale il contributo della comunità e dei volontari della parrocchia, che si sono spesi per far sì che le celebrazioni liturgiche fossero trasferite nel teatro parrocchiale senza interrompere le altre attività che lì sono programmate. Gli stessi volontari hanno poi lavorato con dedizione per "tirare a lucido" la chiesa in vista della cerimonia, rendendola pronta per il ritorno alla sua funzione».



