Una strada del centro storico, diversi residenti esasperati e una convivenza che, giorno dopo giorno, sembra diventare sempre più difficile. È la situazione denunciata da alcuni abitanti di via Galvani, dove si trova la sede de La Viareggio ultras LVU - del Viareggio Calcio. Da tempo alcuni residenti lamentano la presenza frequente di gruppi di Ultras e comportamenti che, secondo le loro segnalazioni, provocherebbero rumori, cori da stadio, partite di pallone, discussioni e schiamazzi, in alcuni casi anche durante le ore serali e notturne. Un elemento che desta particolare preoccupazione anche considerando che nelle vicinanze si trova una scuola. Ed è proprio su questo aspetto che alcuni residenti chiedono alle istituzioni di prestare particolare attenzione: non soltanto per il diritto alla tranquillità delle famiglie che abitano nella strada, ma anche per la necessità di garantire un contesto adeguato e sicuro nei pressi di un luogo frequentato quotidianamente da bambini e ragazzi.
Una situazione che ha già portato diversi cittadini a rivolgersi alle istituzioni. Prima al Comune, poi alle forze dell'ordine. È stata organizzata anche una raccolta firme: più di venti residenti hanno sottoscritto ben due Esposti alle istituzioni per una richiesta di intervento.
L'ennesimo episodio è di oggi
L'ultimo episodio, riferiscono gli abitanti, si è verificato proprio oggi pomeriggio. Una decina di ragazzi avrebbe iniziato a giocare a pallone nella strada, con la palla che finiva ripetutamente contro le auto parcheggiate e contro porte e finestre delle abitazioni.
La situazione ha richiesto l'intervento di una volante della polizia di Stato.
Secondo quanto raccontato dai residenti, il tentativo di interrompere il gioco avrebbe provocato un acceso confronto verbale. Parole pesanti da entrambe le parti e un clima di tensione che preoccupa sempre di più chi abita nella strada.
Ed è proprio questo il timore maggiore: che una situazione di esasperazione possa trasformarsi in qualcosa di molto più serio.
Il Comune era stato già informato
La vicenda è stata sottoposta anche all'attenzione dell'assessore Alberto Pardini, che avrebbe assicurato l'impegno dell'amministrazione per cercare una soluzione.
Ma, secondo i residenti, ad oggi quella soluzione non è ancora arrivata.
C'è stato anche un incontro in commissariato, dal quale sarebbe emersa la necessità di mantenere alta l'attenzione sulla zona e di aumentare, per quanto possibile, i controlli.
La questione, inoltre, sarebbe stata portata all'attenzione anche del questore di Lucca.
La richiesta: trovare una sede alternativa
I residenti non chiedono di impedire agli ultras di avere un proprio spazio o di svolgere le proprie attività. La richiesta è soprattutto quella di trovare una sede più adeguata, in grado di evitare una convivenza diventata, secondo le loro testimonianze ormai insostenibile.
C'è poi un altro elemento sul quale gli abitanti chiedono chiarezza: le caratteristiche del locale utilizzato come sede.
Secondo quanto riferito dai residenti, si tratterebbe di un ambiente privo di finestre con una solo accesso, nel quale arriverebbero a radunarsi anche diverse decine di persone, tanto che si ritrovano costretti a radunarsi in strada ed occupare il marciapiede con delle sedie.
Gli abitanti ritengono che uno spazio con queste caratteristiche possa non essere idoneo ad accogliere un numero elevato di persone e sollevano quindi interrogativi sulle condizioni di sicurezza, salubrità, aerazione e capienza del locale.
Non spetta naturalmente ai residenti stabilire se la sede rispetti o meno le normative vigenti: proprio per questo viene chiesto al Comune e agli organi competenti di effettuare, se necessario, tutte le verifiche tecniche e amministrative del caso, compresi i requisiti di sicurezza e di agibilità del luogo.
Una questione che assume ulteriore rilevanza considerando la frequenza con cui, secondo le segnalazioni, il locale sarebbe utilizzato da gruppi numerosi di persone.
Il Comune ora deve dare una risposta
Le segnalazioni ci sono. Le firme anche. Le forze dell'ordine sono state informate. L'amministrazione comunale conosce la situazione e, secondo quanto riferito dai residenti, si era impegnata a cercare una soluzione.
Ora però i cittadini chiedono un intervento concreto e verifiche precise.
Verificare le condizioni del locale. Verificare la capienza e i requisiti di sicurezza. Verificare quanto accade all'esterno. Verificare le segnalazioni relative al consumo di alcol e al presunto utilizzo di sostanze illegali. E, soprattutto, valutare l'impatto che tutto questo può avere su una strada residenziale e sulla vicina scuola.
Non si tratta di mettere una contro l'altra due realtà della città. Si tratta di garantire il rispetto delle regole, la sicurezza, la salubrità degli ambienti, la tranquillità dei residenti e la tutela dei più giovani.
Via Galvani non può diventare terreno di scontro permanente.
La domanda che i residenti rivolgono all'amministrazione comunale è quindi semplice: quando arriverà una soluzione concreta? E quanto ancora bisognerà aspettare prima che una situazione già da tempo segnalata venga affrontata definitivamente?
Perché intervenire dopo un incidente o dopo un episodio grave sarebbe troppo tardi. Le istituzioni hanno oggi l'opportunità di intervenire prima che la situazione degeneri.


