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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
17 Marzo 2020

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"Dispositivi di protezione individuale scarsi e assolutamente inadeguati, dipendenti costretti a stare al lavoro e a rinunciare alla quarantena, anche se entrati in contatto con persone contagiate, fino a quando non presentano sintomi evidenti. E' una situazione inaccettabile che non può assolutamente andare avanti: chiediamo risposte all'azienda sanitaria e pretendiamo soluzioni che permettano ai lavoratori di operare in tutta sicurezza all'interno di ospedali e strutture sanitarie per svolgere al meglio il loro compito che oggi, più che mai, è quello di salvare vite".

Lo dichiarano i segretari di Cgil Fp, Cisl Fp Uil Fpl, che si allineano così al documento firmato a livello nazionale dai tre sindacati confederali e dalle rispettive categorie dei dipendenti pubblici.

Cinque i punti al centro della discussione: "Chiediamo un immediato e dettagliato riscontro in merito al programma di forniture di dispositivi di protezione individuale in essere, che dia conto non solo delle quantità e dei tempi di consegna, ma anche della rispondenza delle stesse ai requisiti tecnici necessari. La cancellazione dell'articolo 7 del decreto del presidente del consiglio dei ministri che dispone che i sanitari esposti a pazienti CoVid-19 non siano più posti in quarantena, prevedendone la sospensione dal lavoro solo in caso di sintomaticità manifesta o di positività acclarata. E' una decisione assurda: questi operatori, pur se sottoposti a sorveglianza sanitaria, possono continuare a lavorare, potenzialmente infetti, diventando vettori involontari della diffusione del virus proprio dentro gli ospedali e nei rispettivi nuclei familiari. Così si diffonde il virus e si finisce pure per rimanere senza personale a breve termine – proseguono i segretari di Cgil Fp cisl FP UIL fpl. Crediamo che sia necessario un tavolo di crisi specifico con il Ministero della salute per il monitoraggio e la segnalazione delle situazioni più critiche, questo anche a livello di Usl Toscana nord Ovest, permettendo anche ai sindacati di dare il proprio contributo. In un clima del genere ormai i lavoratori hanno paura a denunciare i problemi anche ai sindacati per le minacce e pressioni neppur troppo velate. L'emergenza impone tempestività e coerenza negli interventi  - e chiediamo che tutte le istituzioni, anche a livello locale,  rispondano a questo nostro appello nell'ottica della tutela dei cittadini, dei lavoratori e della miglior strategia possibile per fermare la diffusione del virus".

 

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