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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
17 Novembre 2020

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Libera circolazione anche in comuni differenti per i clienti di parrucchieri, lavanderie, autoriparatori, carrozzieri e gommisti.

E’ quanto chiesto dalla Cna alla Regione Toscana e alle Prefetture in questi giorni. Una deroga che si basa sul concetto che i servizi alla persona sono caratterizzati da uno specifico vincolo fiduciario e non sono prestazioni in alcun modo pienamente sostituibili da un esercizio all’altro. Oltre a ciò, per la associazione degli artigiani e delle pmi, tutte le attività elencate applicano rigidi protocolli di sicurezza e hanno dimostrato nei mesi seguiti alla loro riapertura di rispettare pienamente le procedure. In particolare, l’obbligo di accogliere esclusivamente clienti dietro appuntamento, elimina ogni possibile occasione di assembramento e risponde in modo funzionale alle operazioni di tracciamento.

“Alcune Regioni hanno già accolto le nostre richieste – spiega Andrea Giannecchini, presidente Cna Lucca – ed è quanto abbiamo chiesto anche nell’ultimo incontro con Eugenio Giani e l’assessore Leonardo Marras. Per queste categorie è importante non perdere la clientela fidelizzata e, di pari importanza, evitare di aiutare il lavoro in nero.

“La natura di questi servizi – continua Giannecchini - ai quali si ricorre per motivi di necessità, legati alla cura delle persone e alla manutenzione di oggetti e strumenti di uso quotidiano e necessario, unitamente all’applicazione dei protocolli anti-contagio, esclude, vale la pena ribadirlo, il generarsi di situazioni di assembramento e assicura piena garanzia di tracciamento in caso di contagio. Per questo motivo l’accesso a tali servizi, anche se posti al di fuori del proprio comune, non sembra essere in contrasto con la ratio che ispira tutte le misure previste dall’ultimo decreto, né mette in discussione la necessità di operare con prudenza e massima precauzione, ponendo in essere ogni azione possibile per la mitigazione dei contagi”.

La richiesta della Cna si basa anche sulla possibilità, già espressa dal Governo, di fare la spesa in un comune diverso dal proprio.

“Questa deroga – conclude il presidente Cna Lucca - migliorerebbe la situazione degli operatori economici del nostro territorio e per i quali il divieto di spostamento tra comuni rappresenta un grave pregiudizio. Lo stiamo chiedendo con forza a livello nazionale, ma ricordiamo che queste categorie non hanno accesso a nessuna forma di ristoro prevista dall'ultimo Dpcm”.

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