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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
15 Giugno 2023

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Andrea Elmi confermato all'unanimità alla guida di Coldiretti Lucca. L'imprenditore agricolo co-titolare dell'azienda Maestà della Formica, resta saldamente ai vertici della principale organizzazione agricola lucchese dopo che l'assemblea provinciale della federazione che si è tenuta a Lucca ha rinnovato il suo mandato per i prossimi cinque anni. Classe 1979, Elmi coltiva viti, principalmente di Riesling e produce, insieme al suo socio Marco Raffaelli, vino a 1.050 metri nell'Alta Garfagnana, nel comune di Careggine dove gestisce anche un agriturismo. Un'altitudine che gli è valsa il primato di vitigno più alto della Toscana. 


Rinnovato contestualmente anche il Consiglio Direttivo con l'ingresso di nuovi componenti che assicurano, insieme a nuove esperienze imprenditoriali, una piena e totale rappresentanza di tutto il territorio con 4 componenti di espressione della Garfagnana e Media Valle, 4 della Piana di Lucca e 4 della Versilia e di tutti i principali comparti agricoli (dal vino ai fiori, dall'agriturismo all'apicoltura, dall'allevamento all'olivicoltura, etc), ma anche la parità di genere (sei uomini e sei donne) ed il ricambio generazionale con l'età media del consiglio che si abbassa da 51 a 46 anni. I componenti del neo eletto Consiglio Direttivo sono Nicola Paganelli, Stefano Bevilacqua, Elena Franceschini, Luca Angelotti, Eleonora Bacci, Elena Giannini, Giacomo Carmazzi, Paolo Cardosi, Anna Boschi, Beatrice Bravi e Francesca Buonagurelli. 


In prima fila in tutte le principali battaglie nazionali di Coldiretti, dal cibo sintetico alla legge contro le pratiche sleali, Elmi ha bene chiare quelle che dovranno essere le prossime sfide che attendono un settore strategico per il sistema economico, ambientale ed occupazionale che conta oltre 2 mila 300 imprese e 2 mila 500 operai e che grazie alla legge sulla multifunzionalità ha ancora ampi margini di crescita ed evoluzione. Così come il sistema delle filiere locali che devono rappresentare un nuovo punto di partenza ed interagire sempre di più con gli altri settori, non esclusivamente dell'universo agroalimentare. "La multifunzionalità mette oggi le aziende agricole nelle condizioni di non porsi limiti e di essere centrali nella vita delle comunità. Non producono più e soltanto beni alimentari, bensì servizi sociali e didattici e sono il principale motore del turismo rurale e della promozione del territorio – spiega il presidente di Coldiretti –. Lo stesso vale per le filiere agricole che devono assicurare alle imprese agricole di ricevere un prezzo giusto ed equo che non sia mai ai di sotto dei costi di produzione, così come previsto dalla legge contro le pratiche sleali da noi sostenuta. In questa direzione stiamo lavorando per chiudere il cerchio della prima filiera lattiero-casearia per valorizzare i prodotti a base di latte della nostra Garfagnana; formaggi ed altri derivati a km zero, trasformati in loco destinati ad un mercato di qualità. Dopo lo choc di Arborea, le imprese zootecniche hanno bisogno di una alternative che garantisca loro, a fronte del conferimento del prodotto, una adeguata remunerazione. Questo obiettivo lo possiamo raggiungere solo con una filiera tutta Made in Garfagnana".


C'è poi il comparto vitivinicolo, 415 imprese e quasi 600 ettari di superficie vitata in provincia, che Coldiretti vuole consacrare: "I vini della nostra terra hanno tutte le carte in regola per essere tra i grandi territori del vino regionale e nazionale. Non dobbiamo più nasconderci – spiega ancora il presidente Elmi –. Questa qualità però va incanalata verso una unica direzione e possiamo farlo solo se c'è un progetto serio e facciamo squadra tra produttori. I tempi sono maturi per affrontare finalmente questo percorso". 

Gli effetti della crisi climatica, le politiche di mitigazione e gli investimenti nell'agricoltura di precisione sono l'altro grande tema quotidiano con cui gli agricoltori devono confrontarsi: "Lotta agli sprechi, aumento della raccolta di acqua piovana di cui oggi tratteniamo appena l'11 per cento ed investimenti in infrastrutture e tecnologia. Dobbiamo arrivare a salvare il 50% dell'acqua che cade dal cielo per metterla a disposizione delle colture agricole ma anche della comunità realizzando infrastrutture per lo stoccaggio come previsto dal nostro piano nazionale laghetti che abbiamo presentato insieme ad Anbi Nazionale. E per raggiungere questo obiettivo dobbiamo accelerare sul progetto di recupero dei migliaia di piccoli invasi censiti che la burocrazia ha svuotato in questi anni e che possono rappresentare una ipoteca sul futuro della nostra agricoltura e dei territori. Le aziende agricole, con il loro lavoro, garantiscono un contributo fondamentale non solo per la produzione di cibo ma anche per il turismo e l'immagine della Toscana nel mondo".

Congratulazioni per la nomina di Andrea Elmi arrivano dal direttore Francesco Cianciulli e da tutto il consiglio direttivo.

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