“Non solo negozi: la desertificazione commerciale travolge anche i bar. Purtroppo anche quelle attività che si pensava potessero resistere all’inesorabile desertificazione commerciale in virtù del loro valore sociale e di aggregazione e meno legate allo strapotere del commercio on line, subiscono un durissimo colpo come evidenziato dal nostro studio che ha elaborato i dati delle Camere di Commercio dal 2019 al 2025. Uno studio che racconta come in provincia di Lucca negli anni presi in analisi il saldo tra aperture e chiusure di pubblici esercizi è di meno 1088 unità”. Confesercenti Lucca, con il suo presidente provinciale Francesco Giannerini e con il responsabile Daniele Benvenuti, proseguono nell’analisi del commercio lucchese in occasione della campagna di raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per salvare i negozi di prossimità, campagna che ha visto l’adesione del comune capoluogo, di Viareggio, Altopascio, Capannori, Forte dei Marmi. “Anche per i bar il dato è preoccupante. In Italia tra il 2019 ed il 2025 hanno chiuso oltre 24mila imprese, circa 11 al giorno – spiegano Giannerini e Benvenuti -. A scomparire soprattutto i classici bar sotto casa e nei paesi; con loro vengono meno luoghi di incontro e socializzazione che fanno parte della vita quotidiana delle comunità. Locali che caratterizzano i territori con un modello di impresa profondamente legato alle nostre abitudini; dal caffè veloce al banco al servizio ai tavoli, il bar è un luogo frequentato quotidianamente dai residenti e apprezzato anche dai turisti. Ma, nonostante il diffuso apprezzamento, è un modello che non riesce a reggere l’urto di diversi fattori – aggiungono i vertici di Confesercenti Lucca - come l’aumento dei costi di gestione (energia e materie prime su tutto), minori flussi quotidiani nei centri urbani causati ad esempio dallo smart working, concorrenza della distribuzione moderna e dei nuovi servizi di consegna”. I numeri presentati da Confesercenti in provincia di Lucca non lasciano spazio alle interpretazioni. Ancora Giannerini e Benvenuti. “Nel territorio provinciale nel 2019 si contavano 1327 bar che nel 2025 si sono ridotti a 239, con una perdita di 1088 attività; tra le provincie toscane solo Firenze ha un saldo negativo maggiore con meno 1373. Più contenuta invece la flessione a Lucca città che nei sei anni presi in esame ha perduto 47 locali, passando da 289 a 239”. Così come per il commercio, Confesercenti evidenza come “l’impatto negativo della ritirata di bar non è solo sociale, ma è anche economico. Secondo le nostre stime, la riduzione si traduce in un impoverimento dei territori a livello italiano di oltre 7,2 miliardi di euro in sei anni, tra minori consumi, occupazione e gettito fiscale. In provincia di Lucca la perdita è di 326 milioni, nel capoluogo 14”. La conclusione del presidente Francesco Giannerini e del responsabile Daniele Benvenuti. “La desertificazione commerciale sta cambiando la vita quotidiana delle nostre comunità. Un bar è un’impresa che crea lavoro e offre un servizio. Ma è anche uno dei luoghi più semplici e accessibili in cui le persone si incontrano. Vale per il piccolo comune, dove può essere un punto di riferimento per tutti, e vale per il quartiere di una grande città. Quando questi luoghi vengono meno, le strade sono meno frequentate e le città diventano più spente e meno sicure. La presentazione di questi dati è anche un invito a reagire, per questo stiamo ancora portando avanti la proposta di legge di iniziativa popolare per contrastare la desertificazione commerciale e favorire la rigenerazione delle città e dei centri abitati (per firmare basta recarsi nelle nostre sedi di Viareggio in via San Giovanni Bosco 67 e di Lucca in via De Gasperi 152). Difendere le attività di prossimità significa difendere lavoro, servizi e luoghi in cui continuare a incontrarsi”.



