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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
08 Settembre 2026

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“I numeri sono la testimonianza più clamorosa di cosa si intende per desertificazione commerciale. La chiusura dei negozi tradizionali non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni e servizi, ma ha indebolito i sistemi territoriali. Per questo stiamo portando avanti con forza in tutta la provincia la nostra raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, per sostenere le attività di vicinato, il commercio locale, tutelare le città, i paesi le frazioni e la loro socialità”. Sono il presidente ed il responsabile della provincia di Lucca di Confesercenti, Francesco Giannerini e Daniele Benvenuti, a presentare il quadro del commercio tradizionale nel territorio lucchese e nel capoluogo in occasione della mobilitazione nazionale a sostegno della raccolta di firme di Confesercenti che si sta avvicinando alle 50mila previste. “Meno negozi vuol dire meno ricchezza che resta sul territorio. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali on line hanno sottratto valore ai circuiti economici locali “delocalizzando” circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie italiane – spiegano Giannerini e Benvenuti -. Nello specifico in provincia di Lucca dal 2019 al 2025 si è registrata una perdita di 926 attività al dettaglio pari al meno 16%. Secondo le stime del nostro Centro Studi per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nel circuito economico locale, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità; quando invece la stessa spesa si sposta sui grandi marketplace online internazionali, circa 70 euro escono dal territorio. Questo vuol dire che nel periodo di riferimento la provincia di Lucca ha perduto 139 milioni di euro. Cifra che rappresenta soltanto la componente economicamente quantificabile della desertificazione. Restano fuori dal conto la minore disponibilità di beni e servizi e gli effetti su presidio urbano, sicurezza, coesione sociale e qualità della vita: elementi difficili da tradurre in euro, ma fondamentali per le comunità”. Facendo poi un focus sul capoluogo “sono 202 le imprese cessate tra il 2019 al 2025, con una perdita di ricchezza pari a 30 milioni di euro – sottolineano ancora i vertici provinciali di Confesercenti -. Con conseguenza anche occupazionali, visto che considerando gli addetti totali, sempre relativi al commercio al dettaglio, la perdita è stata di 294 lavoratori (271 titolari e 23 dipendenti)”. Da qui l’impegno concreto di Confesercenti contro la desertificazione attraverso la raccolta di firme che punta ad una proposta di legge popolare che offre strumenti per sostenere chi continua a investire nei centri urbani, nelle frazioni e nei borghi.  “La nostra raccolta firme continua in tutta la provincia, registrando già l’adesione di Comuni come Viareggio, Capannori, Altopascio e Forte dei Marmi, invitando quindi i cittadini a venire nelle nostre sedi di Lucca in via De Gasperi 152 e in quella di Viareggio in via San Giovanni Bosco 67 oppure sottoscrivendo on line attraverso Spid o carta di identità elettronica all’indirizzo https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009”.

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