Il progetto Opp.la è nato da una coprogettazione promossa e coordinata dalla Zona distretto dell'Azienda USL Toscana nord ovest, i Comuni della Piana di Lucca e 9 soggetti del Terzo Settore organizzati in un'Associazione Temporanea di Scopo. L'obiettivo è migliorare l'occupabilità delle persone più fragili in carico ai servizi socio-sanitari territoriali permettendo loro di avviarsi verso un percorso di inserimento lavorativo, obiettivo condiviso anche dal mondo imprenditoriale del territorio. I lavori sono stati introdotti dal vice presidente della Fondazione per la Coesione Sociale Maido Castiglioni e dall'assessora del Comune di Porcari Eleonora Lamandini per la Conferenza Zonale dei Sindaci e aperti da Luca Rossi, direttore di Confindustria Toscana Nord. Rossi ha ricordato come l'inclusione sia un tema importante per il tessuto produttivo nella misura in cui le imprese sviluppano le capacità e i talenti di tutte le persone. Dalla tavola rotonda è emerso come l'inclusione possa essere anche uno strumento di rafforzamento e di crescita per le aziende, un'opportunità non solo per i lavoratori che vivono condizioni di fragilità.
E' nata anche la proposta di creare un tavolo di lavoro sui temi dell'inclusione tra gli attori dei servizi e il mondo del lavoro. "Per provare a mettere a sistema un dialogo con le imprese - ha detto Eluisa Lo Presti, direttrice della Zona Distretto Piana di Lucca dell'Azienda Usl Toscana Nord Ovest. Questo è lo snodo perché progetti come Opp.la generano un dialogo, ma è necessaria una risposta sistematica ai temi centrali che l'inclusione lavorativa pone. Facendo rete con tutti i soggetti per fare in modo che il tessuto fragile possa rafforzarsi e avere dell'infrastruttura sociale e consolidare un metodo di lavoro negli anni successivi".
Nella prima sessione, moderata da Giuseppe Fanucchi del Centro per l'impiego Lucca, è intervento Gianfranco Marocchi, direttore della Rivista Impresa Sociale e vicedirettore di Welforum, il quale ha ricostruito il valore quantitativo e qualitativo dell'inclusione lavorativa in Italia: solo le cooperative sociali di tipo B impiegano 100.000 persone e molte ricerche abbiano confermato l'estrema convenienza, anche economica, dell'inserimento lavorativo. Tre le lezioni apprese dal sistema e presentate da Marocchi: integrare si può, bisogna farlo insieme e l'importanza delle politiche che favoriscono. Tommaso Valente, HR del gruppo Sofidel, ha illustrato il forte impegno di Sofidel nell'inclusione lavorativo. "E' una responsabilità, non solo un obbligo o un adempimento" - ha detto - ed ha sottolineato come Opp.la "possa rappresentare un'infrastruttura sociale preziosa e come sia non solo un progetto di inserimento, ma un banco di prova della qualità civile del nostro Paese".



