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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
11 Marzo 2022

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“Ben vengano i tavoli di confronto tra operatori commerciali e residenti, partendo però dal punto fermo che gli imprenditori sono i primi ad impegnarsi per quanto di loro competenza affinchè la movida non si trasformi in malamovida. Non possono certo vigilare 24 ore su 24 il centro storico nelle zone che vanno ben oltre le loro eventuali pertinenze esterne”.

Questo il commento del presidente area lucchese di Confesercenti Toscana Nord Francesco Domenici, al termine dell’incontro avuto con l’amministrazione comunale ed alcuni residenti della zona Porta dei Borghi che segue quello delle settimane scorse per corso Garibaldi.

“Io parlo non solo come presidente di una associazione di categoria – ha spiegato – ma anche come residente proprio di quella zona. Conosco quindi molto bene la situazione e credo che non si possa certo definirla fuori controllo. Le attività presenti sono le prime a volere che tutti rispettino le regole, sia quelle ancora dettate dalle norme anticovid che quelle di civiltà, ma non possono certo impedire che i clienti entrino nelle loro attività o che con un colpo di bacchetta magica si smaterializzino dopo gli orari di chiusura”.

Domenici ha sottolineato come “Porta dei Borghi abbia un afflusso diverso da altre zone del centro storico, con una concentrazione di persone nei locali che non dura mai fino a tardi. E negli orari di apertura i titolari sono i primi a volere una corretta gestione della clientela negli spazi che hanno legittimamente in concessione. Tra l’altro instaurando un rapporto di collaborazione con la maggior parte dei residenti. Accusare una intera area commerciale – conclude il presidente area lucchese di Confesercenti Toscana Nord – per poche persone incivili, lo riteniamo un errore. Se i locali, come accade nella stragrande maggioranza dei casi nel nostro centro storico, rispettano le leggi e le norme hanno diritto a lavorare. Altrimenti si decida di volere una città museo che alle 18 chiude tutte le sue saracinesche. Ma crediamo che non sia quello il futuro di Lucca”.

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