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Scritto da aldo grandi
Economia e lavoro
15 Aprile 2022

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Noi ce lo ricordiamo tanti anni fa, quando lui era a capo del Bar del Teatro in via S. Girolamo e noi giovani cronisti di belle speranze e qualche certezza alla redazione lucchese del quotidniano fiorentino La Nazione in piazza del Giglio. Capitò che varcassimo la soglia del locale scoprendo che Roberto di Grazia, per tutti Rody per via dell'amore dell'isola greca del Dodecanneso, avesse una squadra di calcio amatoriale che partecipava al campionato Aics e nella quale militava anche il figlio Pietro, 48 anni e anche lui, per tutti, Moni, dal nome che sua nonna, che era stata in Argentina per qualche anno, gli aveva messo: Monassito. E siccome Mona, in triestino, sta per sciapigotto in lucchese, venne modificato in Moni. 

Rody era ed è tuttora una montagna, in gioventù di muscoli essendo stato un pugile di grande talento che diventò anche campione italiano dilettanti categoria pesi massimi approdando al professionismo alla corte di un certo Umberto Branchini, promotore della boxe e vero e proprio mentore di decine di atleti. Accettammo la proposta di giocare nel suo team, appunto il Bar del Teatro nel quale ci imbattemmo in persone che sarebbero, poi, diventate amiche come, ad esempio, l'avvocato Carlo Sbragia, un'ala destra che era difficile contenere e contrastare quando si involava verso la porta, o come Paolo Innocenti, centrocampista a tutto campo se non ricordiamo male. Ci viene in mente, di Rody, quel suo essere particolarmente impulsivo e facile all'impatto con chi, sul versante opposto, aveva sempre qualcosa da dire. Con lui eravamo... tranquilli ovunque andassimo e giocassimo.

Nei lustri successivi abbiamo reincontrato padre e figlio al timone dei locali che, dopo il Bar del Teatro, hanno acquisito e rilanciato. Sì, perché è nota a tutti la straordinaria capacità di questi due imprenditori di riuscire a far diventare oro tutto quello che toccano nell'arrte della ristorazione-caffetteria. Al punto che, la loro, è diventata, nel tempo, una sorta di scommessa: si prende un bar che non va parrticolarmente bene e si prova a farlo viaggiare alla grande. E la scommessa la vincono sempre, anche se, adesso, all'età di 71 anni, Roberto Di Grazia ha salutato il figlio e la figlia Ramona e, con la moglie Antonella Simi, ama trascorrere alcuni mesi dell'anno alle Canarie, nell'isola di Maspalama e nella foto che pubblichiamo si vede che, ora, il suo sport preferito è diventato il golf.

Rody ha smesso di lavorare l'anno scorso e adesso il figlio Pietro è alla guida di un'altra miniera d'oro, il Chiosco dello stadio sulla circonvallazione proprio accanto all'istituto tecnico commerciale Francesco Carrara. I bar-caffè di Rody-Moni hanno sempre avvuto una caratteristica: l'efficienza, la qualità e professionalità del personale e ancora una volta la loro è la dimostrazione di come, per poter condurre in porto un'impresa del genere, il personale e la sua formazione e qualità è, semplicemente, fondamentale. 

Dopo il Bar del Teatro, dal 1997 al 2001, la coppia prese l'Eurocaffetteria a S. Angelo in Campo sulla Sarzanese, tenendola dal 2001 fino al 2014. Quindi il Bar Celide, dal 2016 al 2018 e, dal 2018, infine, appunto, il Chiosco dello stadio, un ritrovo mitico e storico per la città e per i lucchesi oltreché per gli studenti del Carrara. 

Lo abbiamo ritrovato per caso, Moni, andando a fare colazione una mattina di primavera e dopo i soliti convenevoli che per noi non sono mai tali, tra un ricordo e un saluto, è venuta al sottoscritto la voglia di ricordare un personaggio che ha fatto la storia del pugilato per la città di Lucca, anche se si allenava, va detto, in palestra a Pisa insieme a Pierluigi Del Papa detto Piero, pugile pisano che è stato campione europeo nei mediomassimi. 

Tra padre e figlio una differenza, però, c'è e l'abbamo sempre notata: Roberto è sempre stato il più impulsivo e capitargli vicino quando perdeva le staffe era pericoloso, mentre Pietro, al contrario, più riflessivo e spesso anche 'costretto' a intervenire per calmare l'ardore del papà. A tutti e due un abbraccio e arrivederci per un caffè a Lucca al rientro dalle Canarie.

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