Continua a crescere il Registro De.C.O. del Comune di Lucca, che si arricchisce di nuovi prodotti, ricette, manifestazioni e realtà profondamente legate alla storia e alle tradizioni del territorio.
La Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.), progetto promosso dall'amministrazione comunale e coordinato dall'assessore alle attività produttive Paola Granucci, nasce con l'obiettivo di individuare, tutelare e valorizzare le eccellenze che raccontano Lucca: non soltanto prodotti gastronomici, ma anche ricette, produzioni agricole, saperi artigianali, attività e manifestazioni che nel tempo sono diventati parte dell'identità della comunità.
Con le nuove candidature, il Registro compie un ulteriore passo avanti, rafforzando in particolare il racconto della tradizione gastronomica lucchese.
Tra i nuovi ingressi figurano infatti la Garmugia, storica ricetta primaverile della cucina locale, e la Minestra di farro, uno dei piatti più antichi della tradizione del territorio, legato alla cucina contadina e alla storia stessa del farro e dei fagioli nella Lucchesia. Entrano inoltre nel Registro Gli Orti di via Elisa, insieme alla Garmugia e alla Minestra di farro: il locale, nato nel 1988, ha mantenuto nel tempo un forte rapporto con la cucina tradizionale lucchese, reinterpretandola e proponendola a cittadini e visitatori.
Un riconoscimento importante riguarda anche Santa Maria del Giudice, con l'ingresso della Zuppa di Santa Maria del Giudice, preparata secondo una ricetta tramandata nel tempo e caratterizzata dall'utilizzo di verdure, fagioli cannellini, pane, olio extravergine e delle tradizionali erbette raccolte sulle pendici del Monte Penna. Accanto alla ricetta entra nel Registro anche la Sagra della Zuppa di Santa Maria del Giudice, una delle manifestazioni popolari più longeve della Lucchesia, che nel 2026 ha raggiunto la sua 52ª edizione.
Il Registro si arricchisce inoltre di altri due prodotti legati a un nome storico della città: la Biadina Massagli e l'Amaro Massagli. La prima nasce dalla tradizione della China Massagli ed è ancora oggi consumata secondo l'usanza lucchese con l'aggiunta dei pinoli nel bicchiere; l'Amaro, sviluppato a partire dagli anni Settanta, prosegue invece la tradizione della storica produzione della Casa Massagli attraverso una diversa combinazione di erbe e spezie.
Tra i nuovi riconoscimenti figura infine l'Antica Locanda dell'Angelo, insieme alla Garmugia e ai Tordelli lucchesi. Una realtà che rappresenta un autentico pezzo di storia cittadina: le più antiche testimonianze finora rinvenute dell'allora "Hostaria dell'Angelo" risalgono al 1414 e il locale, nel cuore del centro storico, è sopravvissuto nei secoli continuando ancora oggi la propria attività nello stesso luogo e con lo stesso nome. Tra le specialità proposte figurano proprio i Tordelli lucchesi e la Garmugia, espressioni della tradizione culinaria locale.
I nuovi ingressi si aggiungono così a un patrimonio De.C.O. che negli ultimi mesi si è progressivamente ampliato. Del Registro fanno già parte, tra gli altri, la Sagra della Zuppa di Aquilea, la Zuppa di Aquilea, le Pesche morianesi Nottole e Dolfil, le ciliegie Papalona e Marchiano, la Torta di verdura con i becchi, la Biadina di Tista, la storica Focaccia del Forno a vapore Amedeo Giusti, la tradizione della Carta d'Epoca e la mostra mercato del libro antico "Seminati d'Arte", La Tessitura e La Tessenda, Maria Pacini Fazzi, la China Massagli e il Buccellato Taddeucci.
Un insieme sempre più ampio e variegato, nel quale convivono agricoltura, gastronomia, artigianato, cultura, attività storiche e manifestazioni popolari. È proprio questa la filosofia della De.C.O.: costruire una sorta di mappa dell'identità lucchese, capace di conservare e tramandare ciò che caratterizza la città e il suo territorio, rendendolo allo stesso tempo riconoscibile e valorizzabile anche dal punto di vista culturale, turistico ed economico.
«Il Registro De.C.O. continua a crescere e questo significa che il progetto sta riuscendo nell'obiettivo che ci eravamo posti: far emergere e mettere a sistema quel patrimonio straordinario di tradizioni, ricette, prodotti, attività e saperi che Lucca possiede – dichiara l'assessore alle attività produttive Paola Granucci –. Dietro ciascuno di questi riconoscimenti ci sono persone, famiglie, associazioni e imprese che hanno custodito nel tempo una parte della nostra storia. Dalla Garmugia alla Minestra di farro, dalla Zuppa di Santa Maria del Giudice ai Tordelli, fino a prodotti storici come la Biadina e l'Amaro Massagli, raccontiamo una città attraverso i suoi sapori, le sue abitudini e le sue tradizioni. La De.C.O. serve proprio a questo: non lasciare che questo patrimonio venga disperso, ma riconoscerlo, tutelarlo e consegnarlo alle generazioni future, trasformando le nostre radici anche in un'opportunità di promozione e valorizzazione del territorio».
Il Registro De.C.O. è consultabile sul sito del Comune di Lucca nell'apposita sezione e resta aperto a nuove candidature da parte di soggetti interessati a proporre prodotti, ricette, manifestazioni, attività, saperi e tradizioni che presentino un legame storico e identitario con il territorio comunale.



