Anno XI 
Martedì 5 Maggio 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da aldo grandi
L'evento
28 Giugno 2023

Visite: 3458

Cento anni e non sentirli, un secolo di storia iniziato tanto tempo fa, nella primavera del 1923 sulla Passeggiata a Viareggio dove Galliano Vannozzi da San Giuliano Terme aprì un locale destinato a diventare, negli anni, un punto di riferimento per chi voleva vivere e gustare, durante le giornate estive, il mare della Perla della Versilia. Perfino il Maestro, Giacomo Puccini, riuscì a varcarne la soglia degustando i suoi sigari seduto ai tavolini del caffè. Oggi, a distanza esatta di cento primavere, gli eredi di Galliano, i suoi nipoti Galliano e Roberto oltre ai pronipoti tra i quali Francesco Vannozzi, 39 anni, figlio di Galliano, un ingegnere con un'apertura mentale incredibile e una passione indomabile per l'azienda di famiglia così come i suoi cugini, mandano avanti la Storia.

Sì, perché una cosa va detta e cioè che il Bar Galliano 1923 è il più antico locale della Passeggiata e della Versilia gestito sempre dalla medesima famiglia che non lo ha mai mollato né mai venduto e non certo perché non ci siano stati i potenziali acquirenti, bensì perché c'è qualcosa che va al di là dei soldi, al di là del benessere e si chiama memoria, si chiama tradizione, si chiama attaccamento alle proprie radici e a queste latitudini certi sentimenti e altrettanti valori sono radicati e, ci auguriamo, eternamente inestirpabili.

Il 29 giugno, giovedì, la sera inaugurale del Lucca Summer Festival, al villaggio Vip che tutti gli anni Mimmo D'Alessandro apre nel Cortile degli Svizzeri gestito attualmente da Mirko Tognetti della gelateria Cremeria Opera, ci sarà ancora una volta Galliano con i suoi meravigliosi ed inimitabili budini di riso, una ricetta unica che non ha eguali e che raccoglie adepti e appassionati provenienti da tutta la Toscana e non soltanto. Certo, la guerra del budini la combattono da sempre Firenze e Viareggio che si disputano la paternità della prelibatezza dolciaria, ma è probabile che Viareggio grazie proprio a nonna Amalia moglie di Galliano Vannozzi, abbia la supremazia per aver sperimentato per prima quella che era una ricetta appartenuta alla sua nonna.

Amalia Gnesi, figlia di un casellante e anche lei originaria di San Giuliano Terme come il marito Galliano Vannozzi, si sposarono e avevano già pronti i documenti e i biglietti per tornare negli Stati Uniti dove lui aveva intrapreso svariati lavori e dove aveva intenzione di stabilirsi avendo ormai abbracciato il settore della ristorazione dopo aver svolto numerosi lavori. Furono le resistenze e le richieste dei genitori, dei parenti, degli amici a convincerli a restare in Italia e la cosa incredibile è che nessuno sapeva e fu scoperto solo molti anni dopo in un recondito cassetto, che la coppia aveva acquistato tutto il necessario per imbarcarsi subito dopo le nozze.

Invece il destino volle che i coniugi Vannozzi restassero a San Giuliano e si trasferissero a Viareggio dove presero in affitto un locale distante qualche centinaio di metri da dove si trova adesso e che, nel 1931, con il nuovo piano regolatore, ottennero il permesso di costruire l'edificio attuale che avrebbe subito scarsissime modifiche e ancora oggi si presenta così come era all'epoca. 

Ma perché quel nome Galliano? Per gli ignoranti di cose storiche, tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, nel nostro Paese e non soltanto erano molto forti i richiami africani ne i tentativi di dotarsi di colonie come avevano quasi tutte le grandi potenze continentali. Nel 1896, durante la battaglia di Adua e nel tentativo disperato di difendere il forte Macallè, il tenente colonnello Giuseppe Galliano, già assegnatario di una medaglia d'oro al valor militare, fu ucciso dagli abissini di Negus Menelik chiamato dagli italiani Menelikke e ricevette, primo caso in Italia, una seconda medaglia d'oro al valor militare. Galliano era nato a Vicoforte nel 1846 e morì il 1 marzo. di cinquant'anni dopo.

In memoria di Galliano furono intitolate strade, piazze e monumenti in tutta Italia. A Ceva, dove risiedeva nei periodi di licenza, oltre ad un monumento, una scuola elementare e una piazza dedicate al valoroso militare italiano si trova anche un museo, dove sono conservati alcuni suoi oggetti personali. Moltissimi i neonati che, negli anni successivi, ricevettero il suo nome di battesimo. Il nome di Giuseppe Galliano è legato al Liquore Galliano ideato dal livornese Arturo Vaccari. Titolare e fondatore nel 1872 dell'omonima distilleria, nel 1896, anno della morte di Galliano, volendo celebrare le eroiche gesta del militare, dovendo dare il nome ad un suo nuovo liquore, gli dette il nome del suo eroe preferito. Anche se la Distilleria Arturo Vaccari non esiste più, la proprietà del marchio è della Bols di Amsterdam ed il liquore è ancora oggi in produzione.

Ecco perché a Viareggio Galliano è e resta Galliano, perché la memoria non ha tempo e senza memoria non siamo niente.

Enzo Vannozzi, figlio di Galliano e di Amalia, con la moglie Licia Vassalle affiancò la famiglia e contribuì al lancio definitivo del locale negli anni del dopoguerra e del boom economico. E fu proprio Enzo a creare un altro mito legato a Galliano, quello del gelato più straordinario di tutta la riviera. Agli inizi degli anni Settanta quella che era stata solamente una passione per il gelato diventà una volontà indefessa di studio e approfondimento della materia al punto che, ben presto, Enzo Vannozzi divenne una autorità nel settore fino a fondare l'Accademia della Gelateria Italiana al cui statuto lavorò insieme al grande Iginio Massari. Fu Enzo Vannozzi ad aprire, nel 1972, la strada del gelato gastronomico nei ristoranti stellati di oggi e il suo gelato ai petali di rosa venne premiato con l'Oscar per il miglior gelato artigianale. 

Per lui il gelato doveva essere un'opera d'arte e nel 1973 lanciò il famoso gelato alla Scarpaccia alla crema di zucchine. Per Enzo Vannozzi tutti gli alimenti potevano essere utilizzati per produrre gelato: era la cosiddetta filosofia del gelato totale. Fu un precursore anche dei fast food se si pensa e lo racconta benissimo Francesco Vannozzi suo nipote, che nel 1981 aprì il Galliano Burger sempre al Bar Galliano dove serviva le svizzere - così, all'epoca, erano chiamati in Toscana gli hamburger - che ne avrebbero sancito la fortuna.

Oggi, nel 2023, Galliano celebra un record che sarà difficile non solo battere, ma anche eguagliare. A lui gli auguri della nostra redazione.

Foto Ciprian Gheorghita

Pin It
  • Galleria:

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Il consiglio direttivo della Società Filarmonica "G. Puccini" A.P.S. di Montecarlo esprime i più sentiti ringraziamenti alla Fondazione…

Scendiamo in campo per una Lucca diversa. Un progetto dal basso in vista delle Elezioni Comunali del 2027. Un…

Spazio disponibilie

La segreteria regionale e la federazione di Lucca del partito della Rifondazione Comunista esprimono solidarietà e vicinanza ad…

Giovedì 7 maggio alle ore 17 presso la Sede dell'Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti, Via Veneto…

Spazio disponibilie

Questa mattina alla presenza dell'assessore ai lavori Pubblici Nicola Buchignani, ha preso il via il cantiere di riqualificazione delle…

Il Centro funzionale di monitoraggio meteo della Regione Toscana ha emesso un avviso di criticità arancione che riguarda i territori…

Sono iniziate oggi, lunedì 4 maggio 2026, le operazioni propedeutiche allo spostamento del Volto Santo in vista…

"Il sindaco di Lucca Mario Pardini, la giunta, la maggioranza che riunisce i partiti del centrodestra e il…

Spazio disponibilie

Torre del Lago sta vivendo una fase di rinnovato slancio e crescente attrattività, frutto di un…

Sabato 9 maggio dalle ore 15.30 alle 21 secondo appuntamento con l' iniziativa culturale e artistica fossi dell'…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie