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Scritto da chiara grassini
L'evento
24 Luglio 2023

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Aperto al dialogo, uomo di cultura e... innamorato del suo lavoro. Conversare con il fotografo tedesco - di Berlino - Peter Adamik davanti a un cappuccino in attesa dell'intervista, è un piacere. Ha fotografato le icone della moda più in voga in Germania tra gli anni '80 e '90 e nel suo percorso professionale incontrato artisti, musicisti e personaggi di un certo spessore come Sir Simon Rttle. Adamik è oggi ospite dell'ottava edizione del festival "Virtuoso & Belcanto" dove svolge workshop di fotografia nelle sale del Real Collegio. La Gazzetta di Lucca lo ha incontrato in piazza San Salvatore e lui ha raccontato dei suoi primi passi nel mondo della fotografia, della passione per la musica e dei suoi studi i architettura a Berlino. Un racconto che va dagli incontri con artisti, attori, musicisti fino alla caduta del muro di Berlino.

Come si è avvicinato al mondo della fotografia e della musica?

Ho studiato architettura a Berlino per due anni ma allo stesso tempo avevo già un lavoro nel mondo della fotografia intorno ai 20 anni.

Nato e cresciuto a Berlino e già con uno spirito indipendente...

Sì, volevo essere indipendente e per cinque anni ho lavorato nel campo della fotografia e mi sono detto: "Se non funziona continuo ad andare avanti con gli studi accademici".

Quando ha iniziato a intraprendere questa carriera, quali sono stati i primi scatti fotografici che ha fatto?

Ho iniziato a fotografare band musicali, musicisti e ho poi cominciato a lavorare molto presto per alcune riviste in Germania.

Quali?

"Zitty e "Tip" e altre che molto probabilmente non esistono più. Queste riviste facevano molte interviste sulla musica rock e sulla musica alternativa al rock.

Suo padre è stato un musicista così come suo fratello, ma Peter Adamik non "voleva suonare il violino". A che età ha scoperto la passione per la fotografia?

Ho iniziato a fare foto all'età di 15 anni.

Nella sua carriera professionale ha fotografato artisti, autori, attori e musicisti, ma anche icone della moda a Berlino. Ad esempio?

Inga e Annette Humpe, Thomas Fehlmann, Rio Reiser, Stepahn Remmler, the Rainbirds e Katharina Franck negli anni Ottanta.

Quali sono state invece le icone della moda più in voga in quegli anni a Berlino?

Rio, Claudia Skoda e Radical Chic.

Inga e Anette Humpe cantavano "No longer friends" (1988), "Careless love" mentre Thomas Fehlmann "Der Traum ist aus". Ci spieghi invece che cosa è stata la "Neue Deutsche Welle"?

Si tratta di un genere musicale che appartiene alla categoria del rock, ma con un'influenza della musica elettronica e del punk. La corrente musicale si sviluppa tra gli anni '70 e '80. Il termine "Neue Deutsche Welle" deriva da una radio olandese molto conosciuta dal popolo tedesco.

Tra gli anni '80 e '90 ha fotografato personaggi molto conosciuti in Germania, ma ha vissuto anche nel periodo in cui la città era divisa in due parti: come è stato vivere dietro al muro di Berlino?

Nella Berlino Ovest potevamo viaggiare dappertutto, ma dovevamo solo attraversare questo corridoio in auto. Non era un problema. Molte persone provenienti da tutta la Germania erano interessate all'arte, alla musica e per questo motivo si spostavano qui ma molti giovani volevano andare nell'esercito. Nella Berlino dell'Est ti potevi muovere, ma nessuno ti incaricava di andare nell'esercito. I musicisti pensavano a fare musica.

Il Check Point Charlie è stato un importante posto di blocco che collegava il quartiere sovietico con quello statunitense.

Era un punto dove andavi. ma non per i tedeschi. Non era permesso attraversarlo quando volevi andare dalla parte Est alla parte Ovest. Dovevi passare da Friedrichstrase. Se eri un visitatore americano o facevi parte delle forze statunitensi allora potevi circolare dal Check Point Charlie. Mia moglie, ad esempio, è nata e cresciuta nella Berlino dell'Est e lì era assolutamente vietato viaggiare.

Nel 2000 il direttore d'orchestra britannico Sir Simon Rattle dirige la Berliner Philarmoniker e qui arriva il punto di svolta della sua carriera professionale.

Mi è stata data la possibilità di lavorare con l'orchestra insieme a Sir Simon Rattle.

Che ricordi ha di quel periodo?

Tutti i musicisti lavoravano almeno sette ore al giorno e ho capito che non basta solo il talento, ma era importante il duro lavoro dietro a una grande orchestra.

Ha alle spalle collaborazioni con riviste quali "Stern", "Rolling Stone/Germany", "Musikexpress", "Berliner Zeitung", e"Geo Saison" tanto per citarne solo alcune. Con i suoi reportage ha documentato le miniere di carbone marrone  della regione Lausitz, prodotto un film dal titolo" Rhytm is it" e le sue fotografie dei ritratti sono state pubblicate come copertine di dischi. 

"Rhytm is it è un progetto pedagogico creato dalla Berliner Philarmoniker e guidato dal maestro Simon Rattle, il quale ha come obiettivo avvicinare i bambini e i giovani alla musica classica attraverso la danza creativa classica e contemporanea.

Come mai lei è a Lucca al festival Virtuoso & Belcanto? E' la prima volta che visita la città?

Alcuni anni fa ero qui con una piccola orchestra norvegese con la quale ho fatto molti tour. Essa ha un approccio speciale alla musica classica e suona tutto a memoria. Jan Bjoranger, Paul Cortese  insieme al direttore artistico del festival sono docenti . Mi hanno invitato per fare qualcosa qui, abbiamo fatto un flash-mob in piazza Anfiteatro che ha dato il via a "Virtuoso & Belcanto". Mi piace essere qui per sostenere l'istruzione perché per me significa difendere il patrimonio culturale. E' sempre di più in pericolo e si rischia di perderlo a causa dell'ignoranza della politica. I politici spesso pensavo:" Dovremmo investire più soldi nello sport. E' giusto?". Ma il nostro patrimonio è anche la cultura, l'arte e la musica. Basti pensare all'Austria, alla Germania e all'Italia...

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