Un nuovo disco a 45 giri, ritrovato dopo varie ricerche, con incise quattro canzoni del Festival di Maggiano degli anni Sessanta, e un nuovo gruppo musicale che ripercorre le gesta dei “Crazy boys”, ricoverati-musicisti dell’ospedale psichiatrico, recuperandone il nome e riproponendone i brani. Sono le novità di questi giorni nell’opera del Centro studi e ricerche Guglielmo Lippi Francesconi, che intende tra l’altro mantenere viva la memoria di un periodo particolarmente significativo per i nuovi metodi attuati nelle cure psichiatriche. Terapie espressive, laboratori e musicoterapie praticate a Maggiano oltre quindici anni prima che arrivasse a conclusione il percorso che portò alla legge Basaglia del 1978, che decretò la chiusura dei manicomi. Un percorso in cui l’ospedale psichiatrico di Lucca fece da apripista, abbattendo reti, trattamenti e metodi di contenzione duri che rendevano simili a lager tanti altri nosocomi italiani.
I Crazy boys erano la band creata dall’infermiere Franco Perna alla fine degli anni Cinquanta, sotto l’impulso del direttore Domenico Gherarducci che a Maggiano aveva creato quello che veniva chiamato “ospedale-paese”, a significare l’innovativo percorso di cure e trattamento umano che abbatteva i metodi più duri di contenzione e operava per arrivare alle dimissioni dei malati che apparivano migliorati. I Crazy boys cominciarono a esibirsi dentro e fuori dell’ospedale e dai loro successi (e dai progressi nel percorso di recupero psichiatrico), nacque l’idea del Festival della Canzone dentro Maggiano, realizzata con successo per sei edizioni, dal 1964 al 1969, con la partecipazione di quindici delegazioni da ospedali psichiatrici di tutta Italia e la presenza di tremila spettatori.
Insieme ai Crazy Boys, suonavano nell’orchestra sul palco di Maggiano anche amici e musicisti esterni, tra cui il medico Roberto Carlotti, all’epoca poco più che adolescente, musicista (al basso) e cantante. In una sorta di passaggio del testimone, proprio Carlotti è oggi uno dei componenti del rinnovato gruppo di sei elementi e una cantante. Con il medico, compongono la band il musicista-cantante Giulio D’Agnello, il musicista Maurizio Micheli (al sax), il fisarmonicista Alessandro Sodini, il batterista Claudio Orsi e la cantante Romina Malagoli.
Tra i primi brani che presto proporranno ci saranno anche le nuove canzoni del disco del Festival, ritrovato dallo psichiatra Enrico Marchi, presidente del Centro Studi Lippi Francesconi.
“E’ stato emozionante recuperare quel 45 giri con quattro brani eseguiti in una delle edizioni del Festival a Maggiano - dice Marchi -. Ora i rinati “Crazy Boys 2.0” lavorano insieme a Romina Malagoli per introdurre i brani nel loro repertorio, inserito nella performance finale del Tour immersivo “L’Ultima Chiave”. Le esibizioni del gruppo faranno parte delle iniziative che stiamo organizzando nei locali dell’ospedale psichiatrico avuti in comodato d’uso dalla Asl, attraverso un bando. Oltre al recupero della portineria all’ingresso, stiamo andando avanti con il restauro della palazzina utilizzata come tessitoria. Lì vorremmo recuperare i vecchi telai per metterli a disposizione delle persone appartenenti alle categorie fragili, in totale inclusione con volontari, giovani delle scuole cittadine e persone interessate. Ma c’è spazio anche per tante altre iniziative che stiamo definendo”.



