“A noi non piace alimentare polemiche, e non vogliamo urtare la sensibilità dei residenti: noi possiamo garantire ospitalità, ma non fare sicurezza”: così Luca Papeschi, proposto dell’arciconfraternita di Misericordia di Lucca, ha risposto in conferenza stampa al comitato cittadino di Sant’Anna, che ha dichiarato di aver incontrato nella giornata di ieri in relazione alle segnalazioni riguardanti la stazione di posta di Villa Pardini.
Le segnalazioni hanno toccato nello specifico il Piano Freddo, che ha visto l’attivazione dai primi di dicembre e fino al 29 marzo di 24 posti letto per offrire un rifugio per la notte a chi altrimenti dovrebbe trascorrerla per strada al freddo: “Già l’anno scorso l’avevamo fatto, ed era andato molto bene. Il problema è che la struttura dovrebbe accogliere i senzatetto di Lucca, Capannori e Altopascio, ma poiché si tratta di una delle poche strutture attive sul territorio probabilmente la voce si è sparsa- ha spiegato Papeschi- Così, è capitato che le unità di strada abbiano portato qualche persona in più, anche da Viareggio, Firenze o Massa: non volendo lasciarli a dormire per strada, sono stati creati degli alloggi temporanei. Evidentemente è questo che ha generato il malumore della comunità, che la struttura è stata sovraccaricata da persone provenienti da altri territori”.
“Si tratta di decisioni che non competono alla Misericordia: ci siamo trovati a gestire emergenze aggiuntive, e in accordo con i funzionari e i vertici è stato fatto quanto chiesto, cercando di gestire tutto al meglio- ha proseguito- Evidentemente, si era pensato che concentrando tutte le criticità in un singolo punto queste fossero più facili da gestire; ma l’esperienza di quest’anno ci insegna che non si può andare troppo oltre. Viste le segnalazioni ricevute, l’amministrazione comunale ha deciso che dall’anno prossimo gli arrivi verranno contingentati, e che non si potrà assolutamente superare il numero prescritto”.
“Ho voluto precisare, e ribadisco, che la Misericordia di Lucca gestisce la struttura a zero margine operativo; per questo non ha senso dire che abbiamo preso più ospiti per guadagnarci di più. Indipendentemente dal numero di ospiti, il guadagno è sempre lo stesso: riceviamo solo un rimborso per i costi che dichiariamo di sostenere”, ha precisato il proposto.
Per quanto riguarda la stazione di posta nel suo complesso, Papeschi ne ha difeso il valore e il diritto a operare tanto per quanto riguarda l’attività svolta quanto relativamente all’immobile: “Si tratta dell’unica in Toscana attivata prima che decadessero i finanziamenti europei: il sito, che è proprietà del comune di Lucca e noi abbiamo in comodato d’uso gratuito, ha visto l’investimento di 900mila euro di soldi pubblici. È un sito di valore, per cui chiuderlo non è così semplice- ha spiegato- Forse i cittadini non sanno che la struttura è presidiata tutto il giorno, da un operatore nostro e due operatori comunali il mercoledì e il giovedì, e quando non ci sono loro è aperto l’emporio della Caritas: lì non c’è gente abbandonata. Sarà l’amministrazione a decidere se la struttura debba essere aperta o chiusa; sicuro è che il polo deve rimanere attivo per 20 anni perché la comunità europea non richieda indietro i 900mila spesi, per cui qualcosa ci verrà fatto, anche se magari con un impatto differente”.



