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Scritto da Redazione
altopascio
05 Settembre 2022

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78 anni dalla liberazione di Altopascio dal nazifascismo nel ricordo di Pietro Moroni, primo sindaco dell'Altopascio liberata, a cui ieri 4 settembre è stata intitolata una targa proprio sul palazzo Municipale di piazza della Magione.

Le celebrazioni si sono tenute ieri, 4 settembre, alla presenza del sindaco Sara D'Ambrosio, della giunta e dei consiglieri comunali, del presidente dell'Anpi Altopascio - Montecarlo - Porcari, Luca Della Maggiora, dei rappresentanti delle associazioni del territorio (volontariato e gli Alpini), del parroco e di tanti cittadini, tra cui anche i parenti di Pietro Moroni,  partire dalla nipote Simonetta. Presente anche il corpo musicale "G.Zei".

Per l'occasione, come già era successo lo scorso anno con Francesco Rosellini, l'altopascese che mise in salvo una famiglia ebrea internata ad Altopascio, quest'anno l'amministrazione comunale ha intitolato una targa in ricordo di Pietro Moroni, repubblicano e antifascista, fondatore del CLN di Altopascio e primo sindaco di Altopascio, dal 6 settembre 1944 (due giorni dopo la Liberazione) al 10 marzo 1946.

"Da sindaco, con la fascia tricolore sul cuore - ha commentato Sara D'Ambrosio -, poter celebrare e ricordare pubblicamente il primo Sindaco di Altopascio del dopoguerra, Pietro Moroni, rappresenta una vera commozione. Abbiamo dedicato a lui, a Moroni, il 78° anniversario della Liberazione. Fu sempre lui a dare protezione alle persone nei mesi e nelle settimane antecedenti alla Liberazione. E ancora lui a farsi carico della propria comunità nei mesi della ricostruzione, senza perdere un passo, senza perdere un impegno e un obiettivo, mettendo sempre al primo posto le donne e gli uomini altopascesi. Ecco, a lui che fece rialzare la testa al nostro paese, doveva essere dedicata una targa, doveva essere dedicata questa e altre giornate".

Pietro Moroni, medico condotto, mazziniano di fede repubblicana e antifascista, fondò nel giugno del 1944 il primo comitato clandestino, precedente al vero e proprio Comitato di Liberazione Nazionale altopascese, insieme a Silvestro Lorenzi e Luigi Leinardi. Si trattava di un comitato di mutuo soccorso che, in particolare durante il periodo del bombardamento del centro storico, cercò di aiutare il più possibile la popolazione affamata, offrendo forniture di grano all'allora inerte commissario prefettizio. Il 5 settembre dello stesso anno, con Silvestro Lorenzi, Ferdinando Angeli, Arturo Parra, Italo Nelli, Luigi Leinardi e don Bruno Biondi, fondò il CLN altopascese dal quale venne indicato come sindaco provvisorio dell'Altopascio liberata.

La situazione che si trovò a dover gestire era tutt'altro che facile: insieme a don Biondi si impegnò per evitare episodi di giustizialismo sommario ai danni di figure appartenenti al partito fascista e ai repubblichini. Durissime le difficoltà economiche del Comune, privo di un bilancio dal 1940 e di fondi e con ingenti debiti da pagare per saldare l'annessione di Badia del 1926 e i diritti di concessione della società autostradale. L'impegno di Moroni per assicurare alla popolazione i necessari aiuti economici e alimentari fu costante e assiduo, soprattutto con l'Allied Military Government e con la Prefettura di Lucca. Si batterà con forza con la Prefettura per la riduzione dell'imposta sui maiali a uso familiare, in considerazione della povertà diffusa sul territorio e si adopererà per ottenere la consegna d'urgenza dei quantitativi d'olio assegnati ad Altopascio. Fu proprio alla Prefettura che consegnerà il 29 maggio 1945 l'elenco delle azioni belliche e i danni subiti da Altopascio: elenco che servì per far riconoscere la cittadina come "zona bombardata" dall'ente regionale della Ricostruzione. Infine, insieme al CLN altopascese, portò avanti la non semplice opera di epurazione, in particolare all'interno dell'amministrazione comunale, stabilendo un contatto con l'Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo.

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