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Scritto da Redazione
Piana
31 Dicembre 2023

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Quattro comuni, un unico grande territorio: è questo il motto con cui le amministrazioni di Capannori, Altopascio, Porcari e Villa Basilica hanno presentato il nuovo Piano strutturale intercomunale (Psi), un progetto ad ampio respiro e raggio d’azione che promette di dare una svolta decisiva alla programmazione e alla pianificazione urbanistica in tutta la Piana di Lucca.

Le amministrazioni dei quattro comuni, e non solo, hanno rimarcato come il Psi non sia stato pensato solo per sviluppare un nuovo corso sociale e industriale sul territorio, che già di per sé non è poco, ma anche per intraprendere un percorso di condivisione delle scelte assieme a tutta la popolazione residente.

A ribadire questo concetto fondamentale ci ha pensato anche il gruppo altopascese di Azione, rappresentato in consiglio comunale dall’assessore Francesco Mastromei e dai consiglieri Alessandro Remaschi e Marco Ciranna.

I tre, firmatari di un comunicato congiunto, hanno infatti affermato come già nei primi mesi del 2024, assieme al consigliere Graziano Salvucci, accoglieranno le istanze dell’intera società civile, puntando così alla creazione di un iter partecipativo che possa portare a un connubio tra la riorganizzazione dell’edilizia civile e il potenziamento industriale e artigianale presente nei quattro comuni.

“Il nostro territorio – si legge nella nota – ha bisogno di un riordino delle infrastrutture e di un riassetto dello sviluppo residenziale, rigenerando e riportando a nuova vita e ad altra identità gli ecomostri residenziali presenti nel nostro comune, con il faro puntato alla grande evoluzione delle tecnologie di costruzione: un’edilizia sostenibile, che non arrechi danni all’ambiente, ma che tenga, tuttavia, presente delle esigenze di un rinnovato mercato immobiliare, sempre più attento alla qualità e alla sostenibilità ambientale ed energetica. Parallelamente, sappiamo che dobbiamo assolutamente rivolgere lo sguardo allo sviluppo artigianale e industriale, con il recupero di aree abbandonate e dismesse, ma anche con la pianificazione di nuove aree e nuovi siti più rispondenti alle attuali esigenze produttive”.

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