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Scritto da Redazione
Piana
28 Aprile 2021

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Si è definitivamente conclusa con la sentenza della Quarta Sezione del Consiglio di Stato (numero 03398 del 27 aprile 2021) favorevole alla linea tenuta dal comune di Altopascio nel 1995, quando fu espresso diniego alla richiesta di installazione di un impianto di bitume in località Luini, nel centro di Spianate, una vicenda amministrativa di cui si è discusso molto, ultimamente.

Per effetto di questa sentenza, viene annullata la decisione del Tar della Toscana (la 58 del 2020) che aveva accolto la richiesta di Carlo Basile in relazione a questo atto e che di fatto chiedeva il risarcimento danni, nonostante tutti i gradi penali avessero dato ragione all’azione amministrativa comunale, che una perizia di parte aveva stimato in 1,5 milioni di euro.
Per la giunta municipale dell’epoca, composta dal sindaco Maurizio Marchetti, dagli assessori Silvano Boni, Piero Vettori, il compianto Massimo Scialoni e Massimiliano Paluzzi, che di fatto aveva firmato il diniego come assessore all’urbanistica, si tratta di una duplice affermazione: viene riconosciuta la legittimità e correttezza del suo operato e viene scongiurata ogni altra possibile azione successiva.

Un problema, questo, che era stato evocato dal sindaco di Altopascio Sara D’Ambrosio proprio nel giorno della presentazione della candidatura di Maurizio Marchetti a sindaco per una vasta coalizione che unisce i partiti di centrodestra a diverse liste civiche.

“Come ebbi modo di sottolineare a caldo, l’uscita della D’Ambrosio era tanto strumentale quanto sgradevole e mirava a oscurare, senza peraltro esserci minimamente riuscita, l’entusiasmo legato alla mia candidatura – dice Maurizio Marchetti-. D’Ambrosio, occultando una parte della realtà, ci accusava di avere creato un danno per il comune e che avrebbe agito di conseguenza. Tralasciando la minaccia nemmeno tanto velata, che si commenta da sola, resta l’amarezza per una operazione di basso profilo, che non rendeva giustizia alla nostra battaglia per la salute dei cittadini di Spianate e non solo. Noi avevamo evitato l’insediamento di una struttura altamente inquinante, pensando alla salute dei cittadini e ingaggiando uno scontro che ora, a 25 anni dal suo inizio, vede scritta la parola fine. Intanto, per 25 anni, gli spianatini e in generale gli abitanti dell’intero territorio di Altopascio e delle aree limitrofe hanno evitato di respirare l’aria avvelenata che secondo la letteratura medica emana un impianto di tale natura. Probabilmente per D’Ambrosio, Toci e compagnia si tratta di un problema trascurabile, come hanno dimostrato permettendo l’insediamento della It Risorse nel centro del paese, azienda che sul suo sito dichiara di trattare rifiuti pericolosi, ma per noi la salute dei cittadini viene prima di tutto, come documenta la nostra storia e la sentenza di ieri. D’Ambrosio quindi deve almeno delle scuse a noi e ai cittadini di Spianate, ma temo che non lo farà”.

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