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Scritto da Redazione
Piana
08 Luglio 2020

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L'ex assessore all’Ambiente del Comune di Capannori giudica assai negativamente, anche come cittadino capannorese, l'accordo firmato tra i due sindaci e parla apertamente, sulla gestione dei rifiuti a Capannori, di progetto incompiuto:

Io non ci trovo niente per cui sorridere e niente di straordinario nell’accordo sventolato con grande enfasi dal sindaco di Capannori Luca Menesini con il Comune di Livorno, anzi, come cittadino di Capannori, sono indignato di questa scelta che non porta nessun vantaggio ma penalizza pesantemente i cittadini di Capannori.

Mi spiego, quando nel 2004 presentai, come Assessore all’ambiente, alla prima giunta Del Ghingaro, il progetto per la transizione in 4 anni al sistema di raccolta differenziato integrale porta a porta con tariffazione puntuale, primo progetto nel Centro/Sud d’Italia, questo prevedeva il contestuale sviluppo di una piccola impiantistica minore di valorizzazione di alcune tipologie di rifiuti differenziati di facile recupero e il progetto di realizzazione, così come previsto nell’allora piano provinciale, poi diventato piano d’Ambito, di un impianto di Compostaggio comprensoriale nel territorio del Comune di Capannori.

Inizialmente, verso la fine degli anni ’90 fu previsto e finanziato a Salanetti, poi bocciato in campagna elettorale da Del Ghingaro e successivamente, dopo polemiche roventi, litigi e divisioni interne alla maggioranza, riuscì ad imporre, con le mie dimissioni già sul tavolo, una nuova localizzazione al Frizzone contenuta in una Delibera di Giunta votata da tutti.

Quando io lasciai per andare in Regione, pochi mesi dopo, la delibera fu annullata per essere sostituita con un’altra che individuava una nuova localizzazione in un luogo assurdo vicino a capoluogo dove mai si sarebbe potuto fare, così di fatto è avvenuto. Tutto questo avvenne con il silenzio complice anche di quegli ambientalisti, poi diventati famosi grazie all’esperienza di Capannori e che non mancano mai di esibire sul petto ben in vista le loro medaglie al merito. Da quando è sindaco Luca Menesini, di questo impianto, non se ne è più parlato.

Ho provato qualche volta a riportarlo in luce ma senza successo e nell’indifferenza più totale. Il progetto che proponemmo allora prevedeva un impianto con digestore anaerobico in modo da sfruttare due volte la materia organica, che è la parte più importante e consistente dei Rifiuti urbani, prima, producendo biogas, dopo, con il digestato, attraverso una fase di post compostaggio, si sarebbe chiuso il cerchio riportando alla terra un compost di qualità.

Si fa una grande retorica sui rifiuti che sono una “risorsa” e io lo penso per davvero che lo siano, allora, perché portare una risorsa nostra in un’altra provincia? Cosa ci perdono i lucchesi? Molto, troppo. Milioni di metri cubi di biometano prodotto dalla depurazione del biogas prodotto dal di gestore che inviato ad uno o più distributori della Piana poteva alimentare il parco dei mezzi pubblici e dei mezzi per la raccolta delle aziende ASCIT e Sistema Ambiente. Se poi, tutto il ciclo della gestione dell’organico fosse entrato in sinergia, come chiedevamo a gran voce, con il sistema di smaltimento dei fanghi civili, il cerchio si sarebbe chiuso dando vita ad uno degli esempi industriali concreti, veri, di economia circolare. Non solo chiacchiere e distintivo come purtroppo predomina nel dibattito politico di oggi.

Cosa ci perdono con quest’accordo i Capannoresi? Un impianto che sarebbe stato fondamentale per il modello di Capannori, avrebbe portato ricchezza ed occupazione di qualità. Lo realizzeranno i Livornesi? Bene, sono contento per loro, ma, per noi, non è la stessa cosa. Cosa hanno perso i Capannoresi a livello economico, dal fatto grave e imperdonabile di non avere portato a compimento il progetto rifiuti modello Capannori? Moltissimo. I rifiuti organici sono stati scarrozzati in giro per l’Italia a centinaia di chilometri con costi di trasporto e di conferimento alti.

Se partiamo dal 2005, da quando iniziammo la raccolta porta a porta, sono passati 15 anni, con un impianto del genere avremmo avuto, tolte i costi di gestione e di ammortamento impianto, un guadagno attorno ai 400.000,00 euro annui come minimo, cifra molto prudenziale, ma provate a moltiplicarla per 15 anni ma anche per 10 anni, tolto il tempo che ci sarebbe voluto per realizzarlo, vedrete quanto è costato ai cittadini della Piana. Perché non si è fatto tutto questo?

Semplice, perché oggi la politica non ha più coraggio e nessuna lungimiranza, è prigioniera del presente non riesce a guardare oltre, e poi, forse, per realizzare questo impianto, che non è pericoloso, non è un inceneritore o una discarica, si sarebbero persi dei voti. Un grande e storico politico democristiano Alcide De Gasperi, partito che fin che è rimasto in vita io ho contrastato sempre con tutte le mie forze, diceva: uno Statista (o un amministratore) non guarda alle prossime elezioni ma guarda alle future generazioni. Che dire? Niente. Meglio il silenzio.

 

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