“Se è vero che governare significa prima di tutto saper scegliere i propri collaboratori, ancora una volta il sindaco di Capannori ha dimostrato l'esatto contrario: era appena fresco della cacciata del suo assessore all'urbanistica quando ha dovuto far marcia indietro anche sulla nomina da poco fatta alla società Aquapur”. Così Liano Picchi del coordinamento dei comitati ambientali della piana, che prosegue a definire il fatto come più simile a una commedia napoletana che a una seria vicenda amministrativa.
“È emerso infatti che la persona da lui nominata nel consiglio di amministrazione di Aquapur non possedeva assolutamente i requisiti per ricoprire la carica. Evidentemente la notizia è diventata di dominio pubblico e Del Chiaro non ha trovato di meglio da fare che confondere le acque, montando la pantomima delle quote rosa- prosegue Picchi- Il brutto pasticcio in cui si è infilato ha certamente indebolito le sue pretese, tant'è che pur detenendo la maggioranza delle quote pubbliche si è dovuto accontentare del minimo sindacale, ottenendo la sola vicepresidenza del CdA”.
“Al portavoce della lista Capannori 2034 è stato assegnato l’ingrato compito di annunciare un accordo che garantirebbe l'alternanza della presidenza alla metà del mandato- conclude Picchi- Basta leggerne il testo per capire che non si tratta di una certezza. Come portare all'incasso lo scontrino d'acquisto di un gratta e vinci pretendendo la riscossione anticipata di un premio per una potenziale vincita futura”.



