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Scritto da Redazione
Piana
03 Settembre 2026

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Mentre i cieli di Capannori fra poco torneranno a popolarsi di colori per la Festa dell'Aria 2026  si consuma ancora l'ennesimo sgarbo nei confronti di Massimo Raffanti, ideatore dell'evento e pioniere del volo aerostatico in Lucchesia che continua a non essere invitato dall’ amministrazione comunale che pare voglia cancellare la paternità di una manifestazione ormai simbolo del territorio.

​E’ quanto afferma il consigliere comunale Domenico Caruso che esprime rammarico e sconcerto per l'atteggiamento tenuto dal Comune di Capannori nei confronti dello scrittore e giornalista di San Ginese.

L'impegno storico sulla figura di Vincenzo Lunardi e il legame tra Capannori e le mongolfiere nasce grazie alle intuizioni, alla passione e agli studi di Raffanti che, dopo oltre due secoli di silenzio, ha fatto riscoprire la figura del celebre aeronauta che per primo portò il volo in Gran Bretagna. 

Raffanti, spiega Caruso, ha dedicato anni alla divulgazione di questa eredità storica  e sportiva con varie attività editoriali: è, infatti, autore del libro Volare in Mongolfiera (Edizioni Pezzini) dedicato a oltre 10 anni di storia del volo in aerostato nel Capannorese, ha realizzato opere cinematografiche tra cui il primo e unico cortometraggio sulla vita di Lunardi che ha tradizioni familiari capannoresi e, inoltre, ha ideato i primi decolli scenografici dai parchi delle splendide dimore storiche presenti nella piana.

​Non fu poi un caso se, nel 2005, la primissima edizione della manifestazione aerostatica organizzata a Capannori fu da Raffanti proposta proprio come "Memorial Vincenzo Lunardi".

​Per questi motivi, prosegue Caruso, è paradossale e ingiusto che l'amministrazione comunale continui ad ignorare Raffanti non invitandolo alle edizioni della Festa dell'Aria e disconoscendo i suoi studi, la sua passione nel valorizzare la figura di Vincenzo Lunardi e la sua intuizione di portare il volo aerostatico in Lucchesia senza la quale, oggi, Capannori non vanterebbe questa Festa.

Le istituzioni, conclude Caruso, dovrebbero avere maggiori riguardi per chi ha realizzato una visione e per questo mi auguro che gli organizzatori della Festa dell’Aria sappiano superare le “dimenticanze” del passato riconoscendo a Massimo Raffanti i meriti che gli spettano di diritto nella storia dell'aerostatica lucchese.

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