“Ci è stato negato un diritto: se dobbiamo andare incontro a questa deriva antidemocratica, la maggioranza ci dica chiaramente che dobbiamo strappare il regolamento e aspettarci che facciano tutto quello che vogliono”. Così i capigruppo di opposizione in consiglio comunale a Capannori hanno commentato i fatti di ieri mattina, quando in commissione capigruppo il presidente del consiglio Luca Menesini ha rifiutato la loro richiesta di un consiglio comunale straordinario circa la rimozione dell’assessore Del Carlo con una mossa definita “un colpo di mano”.
“Noi abbiamo protocollato la richiesta come previsto dal regolamento del consiglio comunale: il presidente ha deciso di mettere la nostra richiesta in votazione, ed essendo noi opposizione la maggioranza l’ha annullata. Ormai siamo abituati a questo modo di fare del centrosinistra di Capannori, ma secondo noi c’è stato un colpo di mano- ha esordito il vicepresidente del consiglio Lido Moschini- Una mossa che va tanto contro il regolamento comunale quanto contro la legge: il testo unico degli enti locali stabilisce che un quinto dei consiglieri ha il diritto di richiedere la convocazione di un consiglio comunale, e che il presidente ha l’obbligo di procedere alla convocazione. Inoltre, un parere del ministero dell’interno del 2024 stabilisce che al presidente del consiglio spetta la sola verifica formale che la richiesta provenga dal prescritto numero di consiglieri, non potendo sindacarne l’oggetto, e che lo stesso non può esimersi dal convocarlo né rimetterlo alla decisione della conferenza dei capigruppo”.
“Secondo il regolamento del consiglio comunale, il consiglio deve essere convocato entro 20 giorni dalla presentazione della richiesta. Nelle azioni di Menesini è emersa la sua discrezionalità, peraltro con motivazioni risibili. Aver messo in votazione la nostra richiesta ha significato non dare alcuna possibilità a noi, che siamo in minoranza. Non era mai successo a Capannori che si contravvenisse al regolamento in maniera arbitraria: Menesini e Del Chiaro stanno conducendo una sorta di duopolio”, ha aggiunto Paolo Rontani di Capannori Cambia.
“Nel regolamento non c’è spazio all’interpretazione o alla discrezionalità del presidente: per superare l’obbligo stabilito dal regolamento e dalla legge di convocare il consiglio, Menesini ha chiesto alla conferenza dei capigruppo, organo che dovrebbe avere l’unico compito di dirigere i lavori del consiglio, di votare per negarci un diritto. È qualcosa di assurdo: noi dell’opposizione meritiamo rispetto, e abbiamo il diritto di portare avanti la voce dei cittadini che rappresentiamo”, ha denunciato ancora Elisabetta Triggiani, capogruppo di Fratelli d’Italia.
I consiglieri hanno così deciso di convocare una conferenza stampa per denunciare il comportamento del presidente Menesini e della giunta Del Chiaro, e per esplicitare le ragioni politiche che li hanno spinti a richiedere il consiglio comunale: “La cittadinanza ha il diritto di sapere perché sono state revocate le deleghe a un assessore nominato dal sindaco a seguito di un meraviglioso risultato elettorale: evidentemente i cittadini avevano piacere di farsi governare da lui, e noi pur appartenendo a uno schieramento politico diverso abbiamo rispetto per chi svolgeva un ruolo istituzionale”, ha chiarito infatti Triggiani.
“La revoca delle deroghe a un assessore da parte del sindaco è una scelta politica di estrema rilevanza, per questo volevamo capirne le ragioni. Quando un assessore viene defenestrato non si tratta mai di addossargli delle responsabilità, ma tutto ricade sull’intera giunta- ha fatto seguito il capogruppo di Noi Moderati Domenico Caruso- Se una decisione del genere è presa dal sindaco senza pressioni esterne rimane una sua scelta, e si assume la responsabilità di un eventuale errore; ma è diverso quando gli venga imposta da altri soggetti non presenti in giunta: allora diventa una forzatura che rischia di delegittimare la figura del sindaco. Mi auguro che la nomina del nuovo assessore all’urbanistica sia imminente e che venga scelto fra soggetti che hanno ricevuto legittimazione popolare attraverso voto, e che non si propenda per un profilo tecnico: altrimenti, si ridicolizzerebbe la figura del nuovo assessore”.
“Il sindaco ci ha comunicato le sue motivazioni circa il fatto Del Carlo in tre parole nella fase iniziale delle comunicazioni di un consiglio comunale: il presidente ci ha detto che avremmo dovuto dire qualcosa in quell’occasione, ma a noi è sempre stato detto che in quella fase non si può avere un contraddittorio- ha concluso Matteo Scannerini di Forza Italia- Il consiglio comunale è l’organo principale che si occupa della vita politica dell’ente: noi come opposizione abbiamo il diritto di usarlo per parlare di un fatto importante come questo. Come mai un assessore con una delega importante come quella all’urbanistica è stato rimosso dopo aver ultimato uno strumento urbanistico che noi abbiamo approvato così come l’ha lasciato? E adesso si dilungano ulteriormente nella nomina del suo sostituto. Non abbiamo ancora capito come mai lo strumento del consiglio ci sia stato negato: chiederemo un chiarimento anche dal punto di vista tecnico. Sembra quasi che parlare di questo faccia male a qualcuno, e nessuno abbia il coraggio di affrontare l’elefante nella stanza”.



