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Scritto da Redazione
Piana
01 Agosto 2024

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Benito Mussolini, Carlo Scorza e Costanzo Ciano non dovranno più essere cittadini onorari di Altopascio. Lo chiedono i gruppi consiliari di maggioranza ad Altopascio (Sara D'Ambrosio Sindaco, Azione, Viviamo Altopascio, Partito Democratico) che, con la mozione approvata ieri sera (31 luglio) all'unanimità, impegnano la giunta a convocare un Consiglio comunale per il 4 settembre, giorno dell'80° anniversario della liberazione di Altopascio dall'occupazione nazi-fascista, durante il quale saranno revocate le cittadinanze a Mussolini e ai gerarchi. 

"All'inizio del ventennio fascista - spiegano - era prassi che gli enti comunali concedessero la cittadinanza onoraria a Mussolini e ad altri esponenti di spicco del regime. Ecco, quindi, che troviamo negli archivi altopascesi la delibera del 19 maggio 1924 che dichiara Benito Mussolini e Carlo Scorza cittadini di Altopascio, seguita da quella analoga del 25 settembre 1926 che riguardava invece Costanzo Ciano. Dopo 100 anni la volontà non è cancellare o riscrivere la storia, ma ribadire la fede nei valori espressi dalla Costituzione, in particolare quello dell'antifascismo".

"È dovere di ogni Comune - infatti - contrastare il riaffermarsi, a livello locale, nazionale e internazionale, di scenari sociali che portano avanti l'apologia del fascismo. È dovere di ogni Comune adoperarsi a favore di quell'esercizio di Memoria definito dal Presidente Mattarella come 'un sentimento civile, energico e impegnativo. Una passione autentica per tutto quello che concerne la pace, la fratellanza, l'amicizia tra i popoli, il diritto, il dialogo, l'eguaglianza, la libertà, la democrazia'. E per citare ancora le parole di Mattarella: 'sta a noi impedire che quel che – di così turpe – è avvenuto si ripeta. Sta a noi vigilare e guidare gli avvenimenti e trasmettere alle future generazioni i valori della civiltà umana'. Il territorio di Altopascio non fu immune alla storture, alle violenze politiche, alle torture del regime fascista: a partire dalle purghe e dalle persecuzioni praticate nei primi anni '20 del Novecento ai danni dei dissenzienti e dei membri del Partito socialista, fino ai successivi omicidi di Spianate e di Marginone, passando attraverso l'indebita sottrazione di beni e risorse destinati alle classi meno agiate vittime della Prima Guerra mondiale, come nel caso delle preselle del padule di Bientina, fino ad arrivare all'istituzione dell'internamento libero degli ebrei e dei soggetti ritenuti pericolosi per il regime che, solo per un caso fortuito, non si trasformò nell'anticamera della deportazione verso i campi di concentramento della Germania e della Polonia".

"Allo stesso modo, Altopascio ha sviluppato i giusti anticorpi, promuovendo un sempre maggior impegno per tenere viva la Memoria. Lo è stato fatto attraverso le due pubblicazioni dedicate, "Altopascio. Fascismo, Guerra e Liberazione nelle carte dell'archivio comunale", "L'internamento libero ad Altopascio (1941-1943)", e sono state apposte targhe in memoria di cittadini che si sono impegnati nella resistenza civile contro il regime fascista. Da ricordare, Francesco Rosellini, che salvò dalla deportazione una delle famiglie internate ad Altopascio, e Pietro Moroni, primo Sindaco dell'Altopascio liberato e fondatore, insieme ad altri, della sezione locale del Comitato di Liberazione Nazionale. Infine nel settembre 2021 è stata assegnata la cittadinanza onoraria a Vlasta Strassberger, ebrea originaria della ex Jugoslavia, internata ad Altopascio e scampata, grazie all'aiuto proprio di Rosellini, alla deportazione verso i campi di concentramento".

"Appare evidente che la cittadinanza di Strassberger non possa coestitere con quelle di Mussolini, Scorza e Ciano di cui chiediamo la revoca durante il consiglio comunale da svolgersi il 4 settembre prossimo". 

Commento del direttore (ir)responsabile della Gazzetta: Ridicoli, patetici, strumentali, negazionisti della storia e del passato. Questa è la Sinistra e il sindaco D'Ambrosio con le sue truppe non fa certamente eccezione. Non si cancella ciò che è avvenuto, al massimo si studia e, se si è in grado, si critica e si spiega. Dubitiamo che queste ipotesi ricorrano nella fattispecie. Virata a sinistra, quindi, della giunta altopascese che, probabilmente, vorrà trovare o ritrovare la casa del Pd perduta e, adesso, occupata da Schlein e i nostalgici della Resistenza.

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