“I sostenitori del no al referendum affermano che la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri possa portare il PM sotto il controllo del potere esecutivo come avveniva nell’epoca liberale e durante il fascismo. Per questi, con la riforma costituzionale il pubblico ministero perderebbe le garanzie costituzionali di autonomia e indipendenza e il suo ruolo di soggetto che agisce esclusivamente a tutela dell’interesse generale all’osservanza della legge. Ma le loro critiche appaiono pretestuose e infondate”. Così Domenico Caruso, capogruppo di Noi Moderati in consiglio comunale a Capannori.
“La riforma costituzionale colloca il pubblico ministero all’interno della magistratura definita ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, e non tocca in alcun modo il principio dell’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale. La riforma Nordio garantisce non soltanto l’autonomia esterna del PM, ma anche quella interna, liberandolo dai condizionamenti delle correnti che finora hanno rappresentato una distorsione nei meccanismi di funzionamento del CSM- prosegue Caruso- Poco incisiva la critica per cui la separazione delle carriere già avverrebbe di fatto perché sono pochi i magistrati che chiedono di passare da PM a giudice e viceversa: una cosa è la distinzione delle funzioni senza nessun impatto sugli aspetti organizzativi, un’altra è la separazione delle carriere. Per questi motivi è necessario votare sì al referendum del 22 e 23 marzo per approvare una riforma che non è stata fatta contro qualcuno, che non ha nessun colore politico e che rafforza le prerogative di tutela di ogni singolo magistrato”.



