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Scritto da Redazione
Piana
17 Dicembre 2024

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E’ prevista per venerdi 20 dicembre la sentenza del processo Open Arms a carico del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini che rischia una condanna fino a sei anni di reclusione per il delitto di sequestro di persona. Per esprimere solidarietà e vicinanza al leader della Lega ho presentato nel consiglio comunale di Capannori una mozione intitolata “Difendere i confini è un atto legittimo” respinta dalla maggioranza di sinistra perché è radicata in taluni esponenti politici la deprecabile abitudine di eliminare per via giudiziaria gli avversari politici che non è possibile sconfiggere alle elezioni con metodi democratici.

E’ quanto afferma il consigliere comunale della Lega Domenico Caruso per il quale solo in Italia accade che un uomo delle istituzioni sia processato e trattato come un carceriere dell’hotel Supramonte per la sola colpa di aver fatto il suo dovere da Ministro degli Interni disponendo il respingimento alle frontiere di chi non aveva titolo per entrare legalmente in Italia così come previsto dal Testo Unico sull’immigrazione e in attuazione di una precisa e insindacabile linea politica di contrasto all’immigrazione illegale atteso che, come ritenuto dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la sentenza 57433 del 14 febbraio 2019, nessuno straniero ha il diritto di entrare e risiedere sul territorio di un altro Stato poichè i governi hanno il dovere di impedire l’immigrazione irregolare con i mezzi ritenuti più efficaci.

La natura politica del processo a carico di Salvini, sostiene Caruso, emerge da ben quattro considerazioni: 1) a memoria nessun trafficante di esseri umani risulta essere stato processato nonostante i continui sbarchi nelle coste italiane; 2) se la condotta di Salvini avesse davvero integrato il sequestro di persona di quel delitto avrebbero dovuto risponderne anche il Presidente del Consiglio dell’epoca in quanto responsabile della linea politica del Governo e tutte le persone della catena di comando dal Viminale fino a Lampedusa che hanno eseguito le direttive di Salvini e che avrebbero dovuto disattendere qualora avessero avuto un contenuto illecito; 3) altri Ministri degli Interni hanno procrastinato gli sbarchi di migranti ma non hanno mai avuto conseguenze giudiziarie; 4) non sussiste l’elemento soggettivo ovvero il dolo in quanto Salvini non hai mai nemmeno lontanamente rappresentato gli elementi costitutivi del sequestro di persona con la volontà di realizzarli privando taluno della libertà personale che, semmai, è stata la conseguenza ineludibile dell’adempimento di doveri imposti dalla legge a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dello Stato.

La mozione che ho presentato, spiega Caruso, parla non a caso di confini. Può sembrare uno slogan pubblicitario inventato dallo staff che cura la comunicazione del ministro ma non è così giacche, a parlare di confini e delle necessità di difenderli, è stata la Corte Costituzionale con la sentenza n. 353 del 21 novembre 1997 ed è facile capire il perché: esistono i confini poiché esiste il territorio che è un elemento costitutivo dello Stato unitamente al popolo e all’ordinamento giuridico. Se non esistono i confini non esiste il territorio e se non esiste il territorio non esiste lo Stato.

Difendendo i confini nazionali, Matteo Salvini ha difeso l’esistenza e l’integrità dello Stato e per questo motivo ha reso un enorme servigio al popolo italiano. Assolverlo con la formula piena perché il fatto non sussiste, conclude Caruso, è un atto dovuto per rendere onore alla Giustizia e ad un uomo che ha messo al primo posto gli interessi dello Stato affrontando con grande dignità un processo ingiusto che è già di per sé una pena doppiamente afflittiva per un innocente come nel caso del leader della Lega.

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