Anno XI 
Sabato 25 Aprile 2026

Scritto da irene decorte
Politica
25 Aprile 2026

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“80 anni del consiglio comunale eletto a suffragio universale”: questa la denominazione del consiglio comunale aperto che si è tenuto il 24 aprile, in ricordo di quel 24 aprile 1946 in cui l’aula consiliare di palazzo Santini ospitò il primo consiglio comunale di Lucca, e del ruolo che ebbero anche le donne nell’eleggerne i componenti.

È stata un’occasione per ricordare tanto la storia dell’organo democratico per eccellenza del comune di Lucca quanto le donne illustri che ne hanno fatto la storia, con la partecipazione straordinaria di molte che hanno ricoperto la carica di consigliere e il ricordo di quante ci hanno lasciato, ma conservano un posto di rilievo nel nostro cuore. Allo stesso tempo, nonostante la forte e sentita partecipazione di ogni parte politica, non è mancata qualche polemica dai banchi dell’opposizione per l’apparente sovrapposizione con le celebrazioni per il giorno della liberazione, che in molti hanno ricordato come presupposto fondamentale di quella libertà che ha portato al suffragio universale.

La prima elezione a suffragio universale in Italia fu quella dei consigli comunali, il 10 marzo: le donne poterono finalmente recarsi ai seggi elettorali ed esercitare diritto di voto attivo e passivo, diventando cittadine al pari dell’uomo- Enrica Picchi è stata la prima a prendere la parola, in un percorso che ha portato a ripercorrere a ritroso la storia della partecipazione femminile al consiglio comunale di Lucca- Le 21 donne elette nell’assemblea costituente hanno saputo unirsi per superare le divisioni politiche al fine di raggiungere uno scopo comune: rappresentavano tutte le altre centinaia di migliaia che avevano lottato per conquistare il diritto al voto. Dovettero superare i tanti retaggi di una cultura maschilista e patriarcale che riteneva le donne inadatte a ricoprire un incarico politico, e riuscirono a inserire nella costituzione italiana la parità di genere, le pari opportunità, i diritti lavorativi e sociali delle donne”.

Maria Teresa Leone ha invece dedicato il suo intervento alle maestre di Senigallia, un gruppo di dieci donne marchigiane, tutte maestre, che riuscirono a ottenere il diritto voto per qualche mese nel 1906, ben prima del 1946: “Dimostrarono che la narrazione del mondo femminile fino a quel momento perpetrata era fallace. Non erano attiviste politiche in senso stretto, ma erano di sicuro combattive e determinate. La loro vicenda fece da apripista alla lotta per l'emancipazione femminile, e negli anni successivi numerosi furono i dibattiti in materia; poi l'Italia piombò nel ventennio del regime fascista, che bloccò tutto e ricollocò la donna al ruolo esclusivo di angelo del focolare”, ha ricordato Leone.

E proprio dalla regressione sopravvenuta con il regime fascista e dalla ricorrenza del 25 aprile è ripartita Valentina Mercanti, che ha sottolineato il ruolo che anche Lucca deve assumersi per scongiurare un ritorno al passato: “Non sempre le donne hanno avuto il ruolo che si meritano: nemmeno una donna sedette sugli scranni all'insediamento del primo consiglio comunale. Per fortuna oggi sono molte le consigliere che siedono oggi a questi banchi, molte le assessore in giunta anche con deleghe pesanti, ma nonostante anche la legge sulla doppia preferenza sono ancora troppo poche- ha commentato infatti Mercanti- Ancora siamo ben lontane dal raggiungere quella parità di genere che è stabilita nero su bianco nella costituzione. Quando una donna ha un incarico riesce a svolgerlo al meglio, e anche a scrivere la storia di questa città e di questo paese: mi riferisco ovviamente a Maria Eletta Martini, la madre del volontariato lucchese. Dobbiamo tutti lavorare, a prescindere dall’appartenenza ideologica, perché c’è molto da fare: in 80 anni non c'è mai stata una donna realmente competitiva alla carica di sindaco. E io credo che il problema dell’assenza delle donne in politica abbia a che fare con i dati relativi all’affluenza: nel ’46 votò il 77 per cento degli aventi diritto, oggi vota il 43 per cento. Noi dobbiamo essere tutti insieme in grado di ritrovare quel senso di speranza, di voglia di ricostruire e fiducia verso le istituzioni”.

È un dato di fatto che le donne abbiano ottenuto il voto grazie alla liberazione. E da cosa siamo stati liberati? Da un periodo di non libertà, in cui non c’era la possibilità di esprimere la propria opinione e le donne erano tenute al focolare: la donna che si lamentava, che non ottemperava alle sue mansioni spesso finiva in manicomio- ha aggiunto Alda Fratello, eletta nel 2012- Io da donna che può pensare ed esprimersi liberamente voglio ringraziare tutti quelli che a Lucca hanno consentito, purtroppo spesso grazie al proprio sacrificio, il ritorno alla libertà. Ora abbiamo una democrazia che consente a tutte le donne di esprimersi liberamente: la costituzione è bella perché nata da questo periodo così ricco”.

Non è un caso che questo consiglio si svolga alla vigilia del 25 aprile: la storia di quest’amministrazione, come di tutte le amministrazioni comunali, e la storia del voto delle donne è legata al 25 aprile, che vide finalmente il paese liberato dall’occupazione nazifascista. Se non recuperiamo questa dimensione dell’evoluzione perdiamo il senso delle cose: niente nasce dal nulla- ha commentato anche Cecilia Carmassi, consigliere dal 2007 al 2012 durante l’amministrazione Favilla- Già dalla fine dell’800 iniziano i primi movimenti delle donne che lottavano per pari dignità, pari diritti e per l'elettorato alle donne; oggi si sente un atteggiamento di fastidio rispetto alle donne che si impegnano per i loro diritti, che danno un grido d'allarme quando alcuni diritti sono messi in discussione. Con la prima guerra mondiale le donne ottennero ancora di più un ruolo attivo, venendo chiamate a sostituire gli uomini in molti ruoli: cominciarono a capire che non dovevano essere cittadini di serie B. Ripartire dopo la sconfitta del nazifascismo non fu una banalità: se noi siamo qui oggi lo siamo perché alcune donne hanno avuto il coraggio di infrangere quella barriera”.

Questo viaggio nel ricordo delle donne che hanno fatto la loro parte nella storia del consiglio comunale di Lucca è proseguito con Laura Maria Chiara Giorgi, consigliere dal 2012 al 2017 che ha ricordato il valore della partecipazione delle donne alla vita democratica e il ruolo delle istituzioni nel far sì che merito, impegno e serietà abbiano il peso che spetta loro, e Diana Curione, che ha rivestito il suo incarico durante la prima amministrazione Tambellini: “Allora ero molto concentrata sul tema della partecipazione giovanile; se oggi fossi consigliera, la mia priorità sarebbe certamente il tema della conciliazione tra vita personale, familiare e impegno pubblico, insieme al rafforzamento delle politiche a sostegno della famiglia. Provo una profonda ammirazione per tutte le donne, in particolare per le madri che scelgono di impegnarsi nella politica attiva. Il loro contributo ha un valore ancora più grande, perché nasce da un equilibrio difficile e da un senso profondo di responsabilità verso la collettività e verso la comunità. Ogni presenza femminile nelle istituzioni porta con sé impegno, determinazione e spesso anche la responsabilità di aprire la strada alle altre”.

Questa ricorrenza richiama con forza il valore profondo delle istituzioni rappresentative, e in particolare del consiglio comunale: non soltanto organo amministrativo, ma luogo in cui la comunità prende forma, si riconosce e si esprime. Il ruolo delle donne ha rappresentato e rappresenta un elemento di arricchimento fondamentale- ha aggiunto Ilaria Del Bianco, presidente di Lucchesi nel mondo ed eletta a consigliere nel 2001- Esistono ancora divari significativi, a partire dal mondo del lavoro, dove permangono differenze salariali e un non pieno riconoscimento delle competenze e delle expertise femminile. Dobbiamo continuare a lavorare perché le istituzioni rappresentino luoghi vivi di democrazia, di confronto rispettoso e di responsabilità collettiva individuale, luoghi capaci di accogliere e valorizzare il contributo della donna nella loro ricchezza, nella loro specificità, nella pluralità dei loro percorsi. Tutto questo chiama in causa anche una responsabilità precisa di noi donne: riconoscere pienamente il nostro valore, avere consapevolezza delle nostre capacità ed esercitarle con autorevolezza. Non possiamo permetterci di arretrare, di dubitare, di restare ai margini, ma dobbiamo rivendicare con determinazione gli spazi che ci competono”.

Dopo l’intervento di Ilaria Maffei, consigliere durante l’amministrazione Lazzarini, si è aperto un momento particolarmente commovente di ricordo di quelle donne che hanno fatto la storia del consiglio comunale di Lucca e rimangono nei nostri cuori simboli di forza e impegno istituzionale, da Nara Marchetti a Lucia Sonnenfeld.

Il mio ricordo è quello di una mamma molto impegnata, ma questo non generava un senso di mancanza, anzi: solo orgoglio- ha dichiarato il figlio di Silvana Sciortino- Lei era donna e femminista, e io credo che l’impegno di quelle donne in quegli anni abbia migliorato questa città e questo paese. Eppure, credo che ancora tutto questo potenziale femminile non sia stato interamente espresso e valorizzato. Ricordo le sue parole sulla pace: non è astrattezza detestare l'uso della forza e delle armi, non è impotente pacifismo chiedere e volere che si distruggano gli arsenali, non è sogno lottare perché a ogni popolo sia garantita la propria terra e il diritto di decidere di sé e del proprio. È semplicemente il massimo della razionalità e del realismo”.

80 anni nella storia di una democrazia sono un battito di ciglia; eppure, in questo periodo Lucca ha compiuto una rivoluzione silenziosa, un cammino, un percorso civile che oggi non dobbiamo dare per scontato. Nel 1946 per la prima volta le donne lucchesi uscirono di casa non solo per fare la spesa o per dedicarsi alla cura della famiglia, ma per stringere tra le mani una matita copiativa: il segno tangibile che la metà della popolazione rimasta invisibile per secoli diventava finalmente maggiorenne di fronte alla storia- ha ricordato la nipote della già citata Maria Eletta Martini- Quando lei entrò in questo consiglio, la politica era un mondo di uomini, per uomini, che parlavano un linguaggio maschile spesso distante dalla quotidianità delle famiglie. Lei non si considerava un'eccezione, ma una donna che pensava da donna e faceva politica insieme agli uomini. Ora la donna è una donna che studia, una donna che lavora, connessa con il mondo extrafamiliare: ora per la donna è il tempo di occuparsi di tutto. Per questo lei in parlamento ha lavorato moltissimo. Oggi in questo consiglio le donne rappresentano il 28 per cento, e non può ancora soddisfarci che sia maggiore rispetto al passato: Maria Eletta diceva che le donne non devono accontentarsi. La sfida è il superamento di quella soglia critica del 30 per cento sotto cui una minoranza non riesce davvero a influenzare la politica. Celebriamo questo anniversario con le radici nel passato e con un ampio sguardo rivolto al futuro, nella speranza che le tante battaglie fatte non vadano perse e siano strumento per affrontare un mondo oggi drammaticamente dilaniato anche dalle guerre”.

Terminati gli interventi delle ex consigliere, ha preso la parola il sindaco Mario Pardini, che ha a sua volta riflettuto sul valore del 25 aprile: “Noi veniamo tutti dal momento della liberazione dal nazifascismo: se oggi abbiamo la nostra costituzione è per il sangue versato, per quei drammatici momenti che hanno dato un frutto importante”, ha dichiarato il sindaco. Il suo intervento ha aperto la sezione del consiglio dedicata agli interventi dei passati presidenti del consiglio e sindaci, a partire da Franco Fabbri che ha celebrato il grande impegno da lui sempre riscontrato nelle colleghe, ricordando come democrazia sia valorizzazione della donna e riconoscimento del suo ruolo, passando per Marco Agnitti, il quale ha ripercorso i fatti storici che hanno permesso di arrivare al fatidico giorno del 24 aprile 1946 e il ruolo svolto dalle donne in questo contesto.

Siamo in un paese in cui le donne guadagnano ancora meno degli uomini. I discorsi sono molto piacevoli e molto belli, ma poi bisognerebbe essere capaci di realizzare quanto proclamiamo- ha preso poi la parola Alessandro Tambellini, sindaco di Lucca dal 2012 al 2017- La costituzione può essere presa come lettera morta oppure come un programma che ha bisogno di una continua attuazione: tocca a noi effettuare un’azione costante che garantisca quei principi lì scritti”. A lui ha fatto eco Pietro Fazzi, sindaco dal 1998 al 2007, per cui il percorso di effettiva parità potrà dirsi concluso quando non si chiederà più alle donne di assumere modelli di comportamenti maschili per vedere riconosciute le proprie capacità e qualità.

Nonostante l’invito del presidente Enrico Torrini a concludere in questo modo il consiglio comunale, molti sono stati i consiglieri che hanno voluto intervenire con un proprio commento, nella gran parte dei casi costruttivo: per primo ha preso la parola il consigliere Daniele Bianucci, capogruppo di Sinistra Civica Ecologista, che ha ringraziato sinceramente il presidente per l’organizzazione del consiglio, seguito dalla capogruppo di Lucca è un grande noi Ilaria Vietina: “C’è una lunga storia dietro al voto delle donne, risultato di un lavoro di rete: nel 1861, quando si è formato il nuovo stato italiano, in Toscana e nel Lombardo Veneto già le donne avevano diritto di voto. Nei primi anni del ‘900 sono nate tantissime associazioni di donne che hanno lavorato per conseguire il diritto di voto, e in realtà ci sono state ben due leggi che hanno attribuito il voto alle donne, nel 1919 e nel 1925. Di fatto, le donne avrebbero potuto votare; ma pochi mesi dopo, il fascismo fece l’uguaglianza in senso negativo, togliendo il diritto di voto a tutti. Soltanto se c'è una rete qualche cosa ancora sul nostro territorio e nel nostro paese può migliorare”.

Così anche Gabriele Olivati ed Enzo Alfarano, capigruppo rispettivamente di Lucca Futura e PD, hanno ringraziato i partecipanti al consiglio e augurato a tutti un buon 25 aprile, mentre Marco Barsella, consigliere di Lucca Civica-Volt-Lucca è popolare, ha esaltato l’importanza della doppia preferenza nel favorire la partecipazione femminile, esortando i colleghi a spiegare ai cittadini l’importanza di esprimerla.

A scendere nei meandri della polemica è stato il consigliere del PD Gianni Giannini, che pur riconoscendo la positività dell’iniziativa si è dichiarato perplesso circa la parziale sovrapposizione con le celebrazioni del 25 aprile: “Avrei trovato più attinente un consiglio dedicato differito, magari per la ricorrenza del 5 settembre, giorno di liberazione della città di Lucca, oppure il 2 giugno, festa della repubblica, o ancora l’8 marzo. Ricordiamo che la libertà dal nazifascismo è stata raggiunta non con il pagamento di ingenti somme di denaro dall'imperatore di turno come la libertas dal dominio pisano che questa amministrazione promuove con un'intera settimana di eventi e sfilate di figuranti ad uso folkloristico-turistico, ma col sangue- ha infatti esordito Giannini- Se oggi possiamo occupare questi banchi, dopo il vezzo fascista di sciogliere a forza i consigli comunali democraticamente eletti e sostituire il sindaco con il podestà, lo dobbiamo a quelle donne e uomini che 80 anni fa hanno sacrificato se stessi rischiando la vita per riportare la libertà della democrazia. I loro valori oggi sono sempre sotto attacco. Convocare un consiglio sulla nascita della repubblica scegliendo il 24 aprile, quindi in stretta sovrapposizione con la festa della liberazione, non è un buon messaggio”.

Il voto alle donne in Italia è stato il risultato di anni di lotta: stiamo parlando della lotta partigiana e della lotta degli operai, del riconoscimento politico a una cittadinanza che le donne già praticavano da tempo. Tante delle donne che sono poi andate a votare avevano combattuto, avevano tenuto insieme famiglie e comunità durante l'occupazione, avevano costruito delle reti di solidarietà che erano nei fatti fortemente politiche e resistenti- ha fatto seguito Valeria Giglioli di Sinistra Civica Ecologista- Oggi le amministratrici comunali in Italia risultano essere il 35 per cento del totale. Le sindache sono il 15,4 per cento su una media europea del 18,7. Ma il 56 per cento dei segretari comunali è donna, e il 58 per cento dei dipendenti stabili: le donne gestiscono la macchina amministrativa, ma quando si tratta di governare politicamente restano in minoranza. La democrazia è incompleta quando più di metà della popolazione resta ai margini. Ricordiamoci che le donne che ci hanno concesso di essere qui non si fermarono a chiedere il permesso”.

Da donna, da madre, da libera professionista, ho ben presente le difficoltà di conciliare un lavoro che non ha le garanzie previste per tanti altri tipi di lavoratrici con quei sensi di colpa che ci vengono ad abbandonare i bambini piccoli a casa; ma spero che questa esperienza possa portare mia figlia a non sentire una privazione, ma un forte orgoglio- è poi intervenuta Mara Nicodemo, consigliere comunale di Fratelli d’Italia- Si parla spesso di uguaglianza di diritti, ma bisogna anche ricordarci che ci sono delle differenze intrinseche che dovrebbero essere esaltate, come la maternità, che ci rende diverse senza essere uno svantaggio. Vera uguaglianza è dare la possibilità a tutti di arrivare ai medesimi risultati, e l’appiattimento costante delle differenze non agevola questo. Dobbiamo anche cercare di mantenere questi diritti che abbiamo conquistato: dobbiamo ricordarci sempre da dove siamo partiti e dove siamo arrivati per non rischiare un ritorno indietro”.

Quello che è emerso oggi è la funzione del consiglio comunale, l'importanza di essere rappresentati e del voto. Oggi c’è un po’ di scontentezza nella politica; cerchiamo di insistere sulla partecipazione e sulla fiducia: è la cosa che i cittadini ci danno, cui noi dobbiamo adempiere attraverso il nostro servizio- ha concluso Simona Testaferrata, assessore alle pari opportunità- Mi fa piacere ricordare che noi nel 2022 abbiamo eletto la prima donna presidente del consiglio italiano: questo ci deve riempire tutti di orgoglio. Certo le donne in politica sono una percentuale minore, ma molto determinante”.

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